Mappe: Uber ha questioni legali in tutto il mondo

Pubblicato il 8 Marzo 2017 alle 14:58 Autore: Guglielmo Sano
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Mappe, proteste tassisti: Uber ha questioni legali in tutto il mondo

Nella mappa realizzata dal sito Taxi-Deutschland (aggiornata fino a dicembre 2016) sono segnalate tutte le questioni legali che coinvolgono Uber in giro per il mondo. In “verde” sono contrassegnate le città dove la società di trasporto privato opera liberamente. In “rosso”, invece, i paesi dove Uber è stato messo al bando. Infine, in “rosa”, i paesi e le città dove i servizi di Uber sono soggetti a vari tipi limitazioni.

 

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Mappe: Uber ha questioni legali in tutto il mondo

Uber è una società che fornisce servizi di trasporto privato (persone e merci) con sede a San Francisco. Fondata nel 2009, oggi, è presente in 528 città del mondo. Tuttavia, ha ricevuto moltissime accuse di “concorrenza sleale”, da una parte all’altra del globo. Italia compresa. Cominciando a contare dal mese di novembre 2015, la società americana risulta coinvolta in almeno 173 azioni legali.

Australia

È legale in 3 stati australiani dal 2015. Dal 2016, in altri 5. Al momento, non è stato autorizzato in un solo stato (Nothern Territory). Camberra lo equipara, anche dal punto di vista fiscale, a un servizio taxi. I singoli stati hanno adottato delle normative più snelle.

Belgio

Teoricamente, sarebbe vietato. Infatti, è prevista una multa di 10mila euro a chiunque offra un servizio taxi senza possedere la licenza. Tuttavia, offre parzialmente i propri servizi a Bruxelles. Le autorità si sono proposte di regolare al più presto le sue attività e quelle di società simili.

Brasile

Legale in tutto il paese, nonostante alcune dispute legali ancora in corso a Rio de Janeiro e San Paolo, dove l’azienda rifiuta i provvedimenti emanati dalle autorità locali che la equiparano a una compagnia di taxi

Bulgaria

La società, in base a una legge del 2015, non potrà operare a meno che non si registri come servizio di taxi.

Canada

In teoria, gli autisti sono tenuti a pagare le tasse come se fossero tassisti. L’azienda fornisce i propri servizi col rischio di essere multata visto che rifiuta sistematicamente l’equiparazione a una taxi company.

China

La polizia ha più volte fatto irruzione nelle sedi della società, di fatto impedendone l’attività, anche se nessuna legge vieta esplicitamente l’erogazione del servizio.

Corea del Sud

Dal 2014 pesa sull’azienda un procedimento giudiziario. In attesa del verdetto – che decreterà se il servizio offerto sia legale o meno – gli autisti lavorano con il rischio di essere multati.

Croazia

Sarebbe dovuta sbarcare in 3 città, compresa la capitale Zagabria, nel 2015. Dopo l’approvazione di una normativa penalizzante, l’azienda ha rinunciato ufficialmente ad operare nel paese (anche se sul sito si assicura il servizio sulla “Costa della Croazia”).

Danimarca

Nel novembre 2016 una corte ha stabilito che il servizio è illegale. Risulta comunque attiva a Copenaghen.

Finlandia

La società opera sfruttando un vuoto normativo

Francia

Gli autisti che lavorano per aziende di ride-sharing sono sottoposti alla Legge Thevenoud (non possono usare servizi di geolocalizzazione, devono tornare alla rimessa dopo una corsa, sono alcune limitazioni).

Germania

L’azienda ha modificato il servizio per renderlo omogeneo al diritto tedesco

Hong Kong

Il servizio è stato dichiarato illegale.

Ungheria

Il governo ha dichiarato illegale il servizio che, però, continua a essere offerto a Budapest.

India

L’attività dell’azienda è sottoposta a numerose restrizioni che variano da stato a stato.

Malesia

Il governo sta cercando di omologare il servizio alla legge nonostante ne contrasti l’attività.

Norvegia

Alcuni autisti sono stati multati ma nessun tribunale ha mai dichiarato il servizio illegale. Risulta perfettamente attivo.

Nuova Zelanda

Dichiarato non conforme alla normativa dei trasporti, l’azienda è attualmente in fase di contrattazione con il governo.

Paesi Bassi

Chiunque trasporti persone senza regolare licenza può essere multato fino a 40mila euro, l’azienda continua comunque a offrire il servizio.

Polonia

L’azienda sarebbe perfettamente legale, tuttavia, gli autisti lavorano illegalmente non rispettando la normativa sui trasporti che li sottoporrebbe alle stesse restrizioni dei tassisti.

Portogallo

Nessuna decisione è stata ancora presa, d’altra parte, magistratura e governo più volte si sono espressi sull’illegalità del servizio

Regno Unito

L’attività dell’azienda è stata totalmente legalizzata.

Romania

Il servizio è stato dichiarato illegale.

Spagna

I giudici spagnoli, a fine 2014, hanno deciso che il servizio offerto lede le norme sulla concorrenza. Le attività sono ricominciate nel 2016, gli autisti si impegnano a conseguire una licenza.

Sudafrica

Le legge non vieta il servizio ma gli autisti vengono multati.

Svizzera

Non ci sono leggi che ne impediscano il servizio.

Taiwan

Sospeso il servizio a partire dal febbraio 2017 in seguito alle sanzioni imposte dal governo.

Thailandia

L’azienda è illegale.

Usa

Situazione poco omogenea, infatti, la legislazione cambia da stato a stato.

L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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