24/04/2017

Elezioni Francia: sarà Macrón contro Le Pen. L’analisi del primo turno

autore: Alessandro Faggiano
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Elezioni Francia: sarà Macrón contro Le Pen. L’analisi del primo turno

Come osservato dalla maggior parte dei sondaggi d’oltralpe, a staccare i due ticket per il ballottaggio sono Marine Le Pen e il favoritissimo Macrón. Il candidato centrista ha già ricevuto l’appoggio dei leader dei partiti tradizionali. Da un lato Fillon (a destra), dall’altro Hamón (a sinistra). Sarà un Le Pen contro tutti. Scenario già auspicato dalla gran maggioranza degli analisti e che conferma come l’ideologia sia passata in secondo piano in queste storiche elezioni. Non è più una “semplice” questione di destra contro sinistra; c’è in ballo la permanenza nell’Unione; i codici geopolitici; gli assetti del mercato. Analizziamo i punti di forza e punti deboli dei due candidati che competeranno nelle elezioni del 7 maggio.

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Elezioni Francia: Macrón è il gran favorito, ma gli endorsement tolgono freschezza

Tutti i sondaggi sul secondo turno danno per chiaro vincitore al candidato perfetto per una gran coalizione, di “larghe intese”. Macrón è la figura attorno al quale si coagulano gli interessi del centrosinistra e del centrodestra. Per la prima volta nella storia della quarta Repubblica francese, i due partiti tradizionali restano fuori dai giochi. Lo stesso Macrón ha fatto ampio ricorso alla narrativa del contrasto tra vecchio nuovo, dimostrandone la validità. Il leader del partito personale En Marche! si è guadagnato immediatamente gli endorsement dei rivali sconfitti più prossimi. Da un lato, ciò assicura un certo peso alla sua candidatura. Dall’altro, questo contrasto con la vecchia amministrazione sembra venir meno. Si palesa, in questo senso, una lotta tra il nuovo rappresentato da Marine Le Pen, e dal vecchio rinnovato, incarnato da Macrón. Sondaggi elettorali Francia, Presidenziali 2017 - il candidato di En Marche! Emmanuel Macron, elezioni francia

 

Il giovane leader di En Marche! proverà – con buona probabilità – a svincolarsi (in parte) da questi endorsement per proseguire con la sua campagna rigeneratrice. Macrón incarna, in questo momento, l’ottimismo di una Francia desiderosa di continuare a giocare un ruolo fondamentale in Europa; una Francia aperta, cosmopolita e neoliberale.

Elezioni Francia: Marine Le Pen punta sull’epica. Attenzione all’effetto boomerang

La leader del partito ultraconservatore Front Nacional è arrivata in seconda posizione dietro Emmanuel Macrón. Considerando gli endorsement ricevuti dal vincitore della prima tornata, i giochi sembrano praticamente chiusi. Tuttavia, il ballottaggio è un’altra competizione. La Le Pen parte in netto svantaggio e pertanto dovrà puntare su una rimonta storica, se non epica. Marine Le Pen punterà così a mobilitare come possibile l’elettorato indeciso e a disattivare la carica di novità rappresentata da Macrón. Impresa pressoché titanica: Le Pen dovrà dar fondo a ogni risorsa disponibile – specialmente quelle “negative”, come la paura e il terrore – per sovvertire la sentenza dei sondaggi.

Inoltre, non si può mettere in un secondo piano il valore dei mezzi di comunicazione e di come questi contribuiscono a costruire le identità politiche dei candidati. In caso di linciaggio mediatico nei confronti di Le Pen potrebbe provocare un positivo effetto boomerang per la candidata del FN. Il perché è presto detto: se la Le Pen si presenta come l’anti-establishment e questa viene attaccata dai media, la sua immagine ne uscirebbe paradossalmente rafforzata. Il contrasto “vecchio – Macrón/nuovo – Le Pen” ne uscirebbe rinsaldato.

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Di seguito, l’analisi pre-tornata, pubblicata nella mattinata del 23 aprile.

Elezioni Francia: l’analisi pre-tornata.

E il giorno arrivò. Forse, le elezioni transalpine più discusse e importanti degli ultimi 50 anni. Che possono cambiare il destino di un intero continente, e oltre. Elezioni fondamentali per il riassetto geopolitico. Che già sanno di storia raccontata nei libri di testo. Segui con la redazione di Termometro Politico il racconto di questa imperdibile giornata, monopolizzata dagli accadimenti in terra d’oltralpe.

Elezioni Francia, una poltrona per quattro e ticket per due: i favoriti

Per questo primo turno, la competizione è tra quattro leader di razza. Cominciamo da Marine Le Pen, la donna con maggior rilevanza politica all’interno dell’Unione insieme alla premier britannica Theresa May e la cancelliera Angela Merkel. Leader del Front Nacional, è stata in testa ai sondaggi per svariati mesi. Solo nelle ultime settimane, il candidato centrista Emmanuel Macron l’ha superato in intenzioni di voto.

La Pen punta sugli euroscettici, sui conservatori più reazionari. Aiutata dal clima di tensione – dovuto anche all’ultima azione rivendicata dall’ISIS tre giorni fa – la Le Pen incarna i venti di chiusura che soffiano in Occidente. Dal Brexit all’elezione di Donald Trump, i nazionalisti reazionari si aspettano una vittoria dell’ultraconservatrice.

Dall’altro lato, Emmanuel Macron rappresenta la rigenerazione politica della tradizione liberale. La giovane età, la buona presenza, la facile retorica e il partito personale – tanto in voga negli ultimi anni – contribuiscono a fomentare il suo appeal. Dai giovani ai meno giovani, da sinistra a destra, la base elettorale di Macron è potenzialmente vastissima. Tuttavia, proprio questa liquidità lo vincola alle congiunture del momento.

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Elezioni Francia, una poltrona per quattro e ticket per due: gli underdog

Chi ha perso colpi durante gli ultimi mesi è stato il candidato che, fino a fine 2016, risultava come favorito: Francois Fillon. Rappresentante della destra tradizionale, il suo curriculum politico è decisamente ricco e il più completo (tra tutti i maggiori candidati). Tuttavia, uno scandalo legato ad abuso di ufficio ha travolto le sue chance di vittoria. Attualmente, Fillon non parte da favorito per arrivare al ballottaggio. Tuttavia, in caso passasse al secondo turno, sarebbe probabilmente il più forte tra i quattro.

Menzione di merito per Melenchón: candidato di estrema sinistra, ha effettuato una rimonta a dir poco incredibile. Nel giro di pochissime settimane, dai pochi punti percentuale è arrivato fino al 19-20%. Probabilmente non staccherà il ticket per il ballottaggio ma rimane la vera “mina vagante” di questa tornata.

Infine, il candidato socialista Benoit Hamón sembra totalmente fuori dai giochi. Macrón e Melenchón hanno captato il voto socialista tradizionale sia dal centro (il primo) che da sinistra (il secondo).

Elezioni Francia: quali saranno le fratture decisive?

Per la prima volta nella storia delle elezioni francesi, il cleavage (frattura) principale potrebbe non essere quello ideologico. Ovvero, non sarà la sfida sinistra contro destra, bensì il nuovo contro il tradizionale; l’apertura contro la chiusura; il laicismo contro la religiosità; l’europeismo contro il nazionalismo reazionario. In questa tornata, i due candidati di rottura – Marine Le Pen e Melenchón – conseguono complessivamente oltre il 40% dei consensi. Stesso discorso per l’accoppiata Fillon e Macrón, due continuisti non tanto della politica di Hollande, quanto dei suoi attuali codici geopolitici.

Elezioni Francia, le fratture interne: eurofobia contro eurocriticismo; il liberalismo tradizionale contro il rinnovato

Tra di loro, i candidati affini – non per ideologia ma nei termini di rottura e continuità – presentano contrasti importanti. Per esempio, Le Pen rappresenta il nazionalismo più reazionario, di destra, di chiusura all’esterno. In termini accademici, presenta una postura euro-fobica. Melenchón è il miglior rappresentante d’oltralpe della nuova sinistra europea. Non è un caso che Podemos abbia sostenuto apertamente la campagna di Melenchón. Lo stesso leader del partito viola, Pablo Iglesias, ha celebrato un meeting con Melenchón. I venti di rinnovamento – tanto da un lato che dall’altro – sospingono i due candidati.

Dall’altro lato, i centristi Fillon e Macrón rappresentano il gap dei leader moderati. Il primo incarna perfettamente la tradizione: sia nell’immagine, che nel partito di appartenenza, sia nel programma elettorale. Un candidato fortemente legato al partito e lontano dai personalismi dell’ultima decade. Insomma, l’esatto opposto di Macrón, leader del partito personale En Marche! che riprende le sue stesse iniziali. Macrón è il candidato mediatico e mediatizzato, appoggiato dai leader di nuova generazione del liberismo classico.

 

Autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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