Pubblicato il 26/04/2017

Sondaggi politici SWG, internet: condanna generale per gli haters, però…

autore: Alessandro Faggiano
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Sondaggi politici SWG, internet: condanna generale per gli ‘haters’, però…

La libertà di espressione in rete porta con sé vantaggi e svantaggi. Da un lato, la possibilità di affermare la propria opinione, disponendo degli stessi mezzi degli altri cittadini. Proprio questa apertura allo spazio pubblico ha contribuito, d’altro canto, alla proliferazione di comportamenti prevaricatori. L’anonimato, pseudonimi o, più semplicemente, la protezione dello schermo, hanno favorito la diffusione endemica di messaggi carichi d’odio; di millanterie; di insulti a sfondo razzista o sessista. Ce n’è, in somma sintesi, per tutti i gusti. Proprio questo fenomeno dei tempi moderni è stato preso in esame da SWG. L’istituto demoscopico ha chiesto al campione di esprimere un giudizio sul tema. Il plebiscito conferma la percezione del problema e condanna gli haters.

Sondaggi politici SWG: condanna per gli ‘haters’ da quasi 9 su 10

 

La domanda posta da SWG è la seguente: “in rete e sui social network capita di trovare contenuti che rimandano a prese di posizione volgari, offensive, violente o che incitano all’odio. Secondo te, questi contenuti e atteggiamenti sono un problema per la società di oggi?

L’affermazione viene condivisa dalla stragrande maggioranza degli intervistati. Circa un terzo lo considera un problema molto serio (34%). Una fetta di campione ancor maggiore (il 54%) lo reputa un problema abbastanza serio. In totale, quindi, ben l’ 88% afferma che vi sia un problema con gli haters. La percentuale si alza leggermente se si prende in considerazione solo l’universo femminile; in questo caso, il dato aggregato sale al 91%.

Un 10% lo considera un problema di poco conto e, finalmente, un 2% si esprime in maniera assolutamente contraria all’affermazione posta da SWG.

Sondaggi politici SWG: ignari haters che odiano gli haters?

Una domanda sorge spontanea: se una percentuale così alta di intervistati ritiene che quello degli haters sia un problema, dovrebbe significare – per un ragionamento logico – che la popolazione di haters sia decisamente bassa e quasi irrilevante (in termini numerici). Non solo: stando ai risultati e alla percezione del problema, si può verosimilmente presumere una parte del campione che condanna il fenomeno, vi contribuisca inconsciamente.

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Questo fenomeno è decisamente plausibile, in quanto anche in altri sondaggi si è notata la tendenza a ottimizzare la valutazione delle proprie azioni. Un esempio lampante deriva dal nostro ultimo sondaggio basato sulla post-verità, il quale constata come la maggior parte degli intervistati crede nell’influenza della stessa, ma che questa non abbia effetti su di sé. Ciò che ne risulta quindi, è una condanna ferma del fenomeno attribuito alla massa/moltitudine, dal quale il soggetto prova a slegarsi emotivamente e razionalmente.

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Nota metodologica: in immagine

Autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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