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pubblicato: mercoledì, 25 giugno, 2014

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Berlusconi ai moderati “Non lascio la politica”

Dopo giorni di silenzio ecco Silvio Berlusconi. Intervistato da Il Giornale il leader di Forza Italia fa il punto della situazione. Le elezioni “forse” non sono lontane, e di fronte a questo appuntamento “sono certo che nessuno cadrà nella trappola di chi vorrebbe dividerci. Al contrario, comincia oggi un cammino per riportare tutti coloro che vogliono un’Italia più liberale, più efficiente, più solidale, che metta al centro la persona, ad impegnarsi con noi per riuscire finalmente a realizzarla”.

In occasione dei 40 anni del quotidiano di famiglia Il Giornale, l’ex premier Silvio Berlusconi invita tutti i moderati a “tornare uniti” e annuncia: “Non lascerò la politica fino a quando l’Italia non sarà quel grande Paese liberale che abbiamo sognato”. Le ultime elezioni sono “un innegabile successo di Renzi – non del Pd, come dimostrano i risultati delle amministrative – che però ha confermato tre cose: che per fortuna il pericolo Grillo, forse proprio grazie al nostro ripetuto grido d’allarme, si sta ridimensionando, che l’area moderata esiste e non si è ridotta nei numeri, nonostante molti nostri elettori abbiano scelto l’astensionismo, e che la parte di gran lunga maggiore dei moderati guarda a noi come punto di riferimento”, dice Berlusconi.

Berlusconi

“In queste condizioni, ci sono due cose che abbiamo il dovere di fare: collaborare a vere riforme che rendano finalmente l’Italia governabile, battendoci per quella più importante di tutte, l’elezione del presidente della Repubblica da parte dei cittadini; e prepararci per le prossime elezioni politiche, forse non lontane, nelle quali il confronto vero – afferma Berlusconi – sarà ancora una volta fra noi del centrodestra e la solita sinistra, questa volta rappresentata dall’immagine più moderna di Matteo Renzi”.

Per questo, prosegue l’ex premier, “stiamo lavorando a tempo pieno per organizzare Forza Italia, per radicarla di più sul territorio, aprirla a volti nuovi, scegliere dirigenti che abbiano il consenso della base. In questo progetto – conclude – c’è posto per tutti e c’è bisogno di tutti”.

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