Elezioni 2018: presidenza Camera e Senato, ecco i nomi papabili

Pubblicato il 14 Febbraio 2018 alle 11:55 Autore: Giulia Angeletti
elezioni 2018

Elezioni 2018: presidenza Camera e Senato, ecco i nomi papabili

Con le elezioni 2018 in arrivo c’è già chi, guardando direttamente al post-voto, sta pensando alla composizione del nuovo Parlamento e al ricavarsi un posto di rilievo all’interno di esso. D’altronde l’ipotesi di nuove grandi intese tra centrodestra e centrosinistra è ancora in ballo; e allora sarà importante sedersi sullo scranno più alto di palazzo Madama o Montecitorio per non rimanere solo a guardare il formarsi dei nuovi equilibri politico-istituzionali. Ma giocare la propria parte.

Elezioni 2018, Renzi a presiedere palazzo Madama?

A ipotizzare i futuri presidenti di Camera e Senato – sulla base dei vari rumors che circolano in quel del Nazareno come altrove – è stato prima Il Giornale e poi  Il Tempo; entrambi i quotidiani hanno infatti parlato dell’intenzione di Matteo Renzi, che sappiamo essere candidato al Senato, di sedersi sulla poltrona che fu di Pietro Grasso. “Matteo Renzi sta vagliando tutti i possibili scenari del post voto e la seconda carica dello Stato gli consentirebbe di tenere d’occhio l’attività di qualsiasi governo così come di avere un’interlocuzione forte con il Quirinale“, dicono infatti dal Nazareno.

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Si tratta pur sempre della seconda carica dello Stato; la stessa che permette di essere il “vice” di Sergio Mattarella. Quindi – scrive Il Tempo riportando le parole di fonti dem – “C’è chi pensa che dopo il 4 marzo Renzi possa fare un passo indietro e lasciare la segreteria dem senza ottenere nulla in cambio ma le intenzioni del leader PD sono tutt’altre“. E cioè quella di cedere la segreteria del partito solo in cambio di una posizione ancor più “strategica”. Renzi però, ospite di Lilli Gruber ad “Otto e Mezzo”, ha smentito questa ipotesi; alla domanda “se il Pd farà un risultato mediocre il piano B è fare il presidente del Senato?” lui ha così risposto: “No, di tutte le cose che scrive Sallusti questa non è la più grave. Comunque il problema non si pone perché il Pd non farà un risultato mediocre. In ogni caso lo escludo categoricamente“.

Elezioni 2018, gli altri nomi possibili

Stando ai criteri di anzianità i papabili per la guida temporanea del Senato sarebbero invece tre forzisti – Alfredo Messina, Giancarlo Serafini e Giacomo Caliendo; e l’ex capogruppo dem, Luigi Zanda. Oppure – sempre in lizza per la guida dell’assemblea di palazzo Madama finché non verrà eletto un presidente “definitivo” – c’è anche lo storico ex leader della Lega (quella Nord) Umberto Bossi.

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L'autore: Giulia Angeletti

Giornalista pubblicista classe 1989, laureata in Scienze Politiche, "masterizzata" presso la Business School del Sole 24 Ore, attualmente è addetta stampa e redattrice per Termometro Politico. Affascinata dal mestiere più bello del mondo e frustrata dalla difficoltà di intraprendere più seriamente questa professione, pianifica numerosi "piani B" per poter sbarcare il lunario nel settore della comunicazione. Ama informarsi e leggere, odia avere poco tempo per farlo. Su Twitter è @GiuliaAngelett3
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