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pubblicato: venerdì, 9 marzo, 2018

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Elezioni 2018: Governo e alleanze, Berlusconi in contatto con il Pd?

elezioni 2018

Elezioni 2018: Governo e alleanze, Berlusconi in contatto con il Pd?

I giorni passano e il nodo lasciato dai risultati delle elezioni 2018 è sempre più difficile da sbrogliare. Sì perché, senza maggioranza in Parlamento, le forze politiche devono ben presto trovare un accordo; le elezioni dei presidenti di Montecitorio e Palazzo Madama sono verso la fine del mese e bisogna arrivare preparati, con un piano delineato e un percorso percorribile in tema di alleanze. Motivo per il quale, rivela il fattoquotidiano.it, gli azzurri di Forza Italia starebbero dialogando con i renziani con un doppio fine; quello di trovare sostegno in previsione di un esecutivo con FI e Lega e quello di continuare a dividere i dem.

Elezioni 2018: renziani guardano al centrodestra?

Al Fatto – che riporta voci di membri del centrodestra che desiderano restare anonimi – hanno infatti raccontato che “Al centrodestra mancano 57 voti alla Camera e 20 al Senato. Accerchiato nel suo stesso partito Renzi può comunque contare su una trentina di fedelissimi eletti. Il resto si trova tra ex M5s e qualcos’altro: al voto di fiducia basta che qualcuno abbia il maldipancia e non vada a Palazzo Madama, o esca dall’aula per abbassare il quorum”. Dunque, stando a questi numeri e al fatto che i più fedeli renziani sembrerebbe stiano già dialogando con gli azzurri,  queste indiscrezioni non sono forse fantasia, anzi; Berlusconi ha infatti di recente scritto ai suoi compagni di partito che intende “fare tutto il possibile per consentire all’Italia di uscire dallo stallo“.

Le stesse fonti di centrodestra hanno poi allontanato l’ipotesi del ritorno alle urne; “Avete mai visto i capponi festeggiare il Natale” è la domanda retorica di chi sostiene che appunto, con nuove elezioni, sarebbe la fine per alcuni dem che non verrebbero in tal caso sicuramente rieletti. Una soluzione va quindi trovata, ed anche in fretta; e mentre una parte del Pd guarda ai pentastellati, un’altra – quella legata all’ex premier – spinge la barca verso “lidi azzurri”. Che il segretario dimissionario e i suoi fedelissimi siano determinanti in questa fase lo sostiene con convinzione anche un banchiere molto vicino a Berlusconi, Ennio Doris: “Io mi concentrerei sul Pd e su Renzi perché la legislatura è nelle mani del Pd, e di Renzi, è lui che darà le carte“.

Elezioni 2018, obiettivo spaccare il Pd?

Se il Pd sceglierà l’alleanza con il centrodestra la strada per certe cose è spianata”, sono sempre le parole del socio e amico dell’ex Cav. Diverse sono invece quelle che trapelano da ambienti di centrosinistra nei confronti dei seguaci di Matteo Renzi: “Conoscendoli non credo accettino la sconfitta e inizino a lavorare per ricostruire il partito all’opposizione. Saranno pronti a tutto. Ma non credo che il sostegno a un governo di Matteo Salvini possa andare in porto. Anche perché non hanno i numeri“. Un esecutivo di centrodestra potrebbe quindi esser sostenuto dal Pd solo “se il posto da premier andasse a qualcun altro: qualcuno più sfumato, più istituzionale”, hanno riferito sempre al Fatto.

Il leader della Lega, però, in tutto questo gioco di ruoli che vorrebbe Berlusconi come “regista della coalizione” in cerca dell’appoggio dem, sembra non starci affatto; anche perché la sfida elettorale tutta interna al centrodestra l’ha “vinta” lui. E in merito al ruolo attuale del leader azzurro ha sminuito la faccenda dicendo “Berlusconi regista della coalizione? È una risorsa, va benissimo, si va d’amore e d’accordo?”.

 

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