pubblicato: martedì, 13 Mar, 2018

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Pensioni novità 2018: Quota 41, precoci allertano M5S e Lega

Pensioni novità 2018: Quota 41, precoci allertano M5S e Lega

Pensioni novità 2018: Quota 41, precoci allertano M5S e Lega.

Le novità 2018 sulle pensioni continuano a parlarci di Quota 41, soprattutto dopo il risultato emerso dalle ultime elezioni politiche. I lavoratori precoci, tramite le pagine social e i Gruppi Facebook a essi dedicati, guardano fiduciosi alle prossime mosse di Movimento 5 Stelle e Lega. Come ormai ben sappiamo, il M5S si è ulteriormente rafforzato dopo il 4 marzo, emergendo come prima forza politica in Italia. Mentre la Lega è stato il partito con più consensi nella coalizione di centrodestra. Proprio Lega e M5S hanno dei punti in comune nel programma previdenziale. Tra questi il superamento della Legge Fornero e l’introduzione di Quota 100 e Quota 41.

Pensioni novità 2018: Quota 41 e ddl Damiano, la petizione

Su Change.org, inoltre, è ancora possibile firmare la petizione lanciata da Carmen Reitano e dal gruppo Lavoratori Precoci Uniti a tutela dei propri diritti. Prima delle elezioni, Carmen Reitano scrisse sul gruppo che erano state raccolte 64.255 firme online e 7.000 firme cartacee, per un totale di oltre 71 mila. “Da lunedì organizzeremo la consegna al nuovo Governo”. La petizione online è comunque sempre disponibile e si può ancora firmare.

“Il Ddl 857 dell’On.le Damiano è fermo da oltre 4 anni. E nonostante le 50 mila firme raccolte e consegnate al Presidente della Camera dei Deputati On.le Boldrini non è ancora stato calendarizzato e discusso”, si legge nella petizione. Nel mirino la Legge Fornero e il Jobs Act, che hanno “incatenato i lavoratori over 55 sul posto di lavoro, bloccando il ricambio generazionale”. Si parla quindi del disegno di legge elaborato da Cesare Damiano. Questo “prevede l’uscita a partire dai 62 anni di età anagrafica e 35 anni di versamenti contributivi. Andando incontro a una penalizzazione massima dell’8% decrescente di 2 punti percentuali per ogni anno di anticipo dell’età pensionabile che è fissato fino a un massimo di 4 anni”.

Infine, “per i lavoratori precoci si prevede l’uscita con Quota 41. Ovvero, dopo il raggiungimento di almeno 41 anni di contributi effettivamente versati senza considerare l’età anagrafica e senza penalizzazioni”.

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Pensioni novità 2018: Cazzola contro M5S e Lega

Giuliano Cazzola si è scagliato contro Movimento 5 Stelle e Lega e le loro proposte previdenziali. Giudicandole vecchie, ma soprattutto offensive verso i giovani. “Abrogare tout court la riforma Fornero non avrebbe senso e non risolverebbe neppure i problemi che stanno a cuore agli abolizionisti”, ha scritto sul Sussidiario. Inoltre, la norma relativa all’aggancio automatico dell’età pensionabile all’incremento dell’aspettativa di vita non sparirebbe. La norma, infatti, “già preesisteva – sia pure in forme più graduali – al riordino del 2011”.

Nessuna novità, invece, sul destino del trattamento di vecchiaia. Senza considerare i rapporti con Ape Sociale e Ape Volontaria. “A intervenire con l’accetta o con la ruspa si produrrebbero delle lacerazioni nel fragile tessuto del sistema pensionistico che sarebbe bene evitare. Nell’interesse stesso dei cittadini che hanno premiato il M5S e la Lega nel loro livore contro la riforma Fornero”.

Ma i veri bersagli della rivoluzione previdenziale sarebbero i giovani, secondo Cazzola. Con Quota 100 e Quota 41 si vanno a tutelare “le ultime generazioni di baby boomers che non hanno particolari difficoltà”, poiché sono entrati nel mondo del lavoro da giovani e vi sono rimasti a lungo e stabilmente. Ma per i giovani di oggi, i requisiti desiderati sarebbero a dir poco deleteri perché difficili da raggiungere. “Agevolando il pensionamento dei lavoratori più anziani si caricherebbero ulteriori oneri sulle spalle delle generazioni future”. Meglio dunque che le forze politiche pensino “a un nuovo regime maggiormente adeguato alle caratteristiche dell’attuale mercato del lavoro”.

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