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pubblicato: martedì, 17 aprile, 2018

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Il nuovo mondo delle valute virtuali, sono sempre di più

Bitcoin: quotazione e valore aggiornati al 22 marzo 2018

Il nuovo mondo delle valute virtuali, sono sempre di più

Il mercato ha visto un’impennata dei prezzi delle criptovalute. Questo vale sia per il BitCoin (la più celebre), sia per le altre meno famose.

Il mercato è in “bolla” (speculazione finanziaria)? Tutto lo fa pensare, anche il forte calo subito da agosto 2017.

Per parlare di criptovalute (le monete fatte non di carta, ma di codici informatici, basate sulla crittografia) dobbiamo iniziare con la più famosa, il BitCoin. All’impennata fino alle stelle avuta da questa criptovaluta dall’estate del 2011, compresi i cali recenti con qualche timida ripresa, due sono i particolari interessanti.

Il primo particolare è l’impennata a fine 2013. Il 2013 fu l’anno della crisi di Cipro con i primi bail-in in Europa (il salvataggio delle banche dall’interno che coinvolge tutti i suoi creditori dagli azionisti ai correntisti) a danno dei miliardari russi che erano i più esposti.

A partire da quelle vicende il BitCoin venne sempre più visto come un rifugio sicuro in cui fuggire in caso di maremoto sui mercati e iniziò a volare. Poi, nei primi mesi del 2014, il primo problema. Una piattaforma di scambio di BitCoin, entrò in crisi. Questa vicenda fece sgonfiare i prezzi dei BitCoin che restarono sotto i massimi per circa tre anni. Poi da settembre 2016 ad agosto 2017 una crescita esponenziale del 700% per poi avere una discesa.

Bitcoin: quotazione e valore aggiornati al 22 marzo 2018

Valute virtuali, è una bolla?

Una simile situazione vuol dire bolla speculativa? Sì e no. Gli andamenti delle bolle hanno la caratteristiche di forti impennate per poi avere altrettanto rapide discese. Il problema, in questi casi, è capire. Magari con il calo avuto siamo già finiti giù nella scarpata dopo la vetta, magari siamo solo a una pausa a metà corsa. La differenza è cruciale.

Il problema, come sempre, ma ancora di più in questi casi, è che nessuno può sapere se abbiamo già raggiunto il fondo, o siamo a metà strada, perché sia la vetta che il fondo sono spesso segnati da un fatto imprevisto che risveglia gli investitori dalle loro speranze eccessive cambiando tutto.

Dobbiamo riconoscere un altro dato di fatto: il mercato delle criptovalute (nel complesso) sta esplodendo. L’autunno scorso valeva meno di 15 miliardi di dollari, ora ne vale oltre 100. Come mai? In primo luogo le criptovalute come il BitCoin non sono più una strana invenzione informatica come lo erano un tempo, ma sono la risposta a un bisogno reale, sia di riserva di valore (tipica funzione della moneta) sia di mezzo di scambio (altra tipica funzione della moneta) un po’ in tutto il mondo. E c’è di più: questo bisogno inizia a essere riconosciuto anche da molte autorità.

Il BitCoin, insomma, inizia a essere visto da più parti come una valuta vera. Questa è una grande opportunità perché ne stabilizza l’uso e in qualche modo attira verso il BitCoin anche i più diffidenti.  Tuttavia, oltre che un’opportunità è anche un problema: molti operatori che preferiscono usare una valuta non regolamentata potrebbero riversarsi su altre criptovalute. Al mondo ce ne sono, infatti, diverse centinaia, quasi 900 e tra queste ve ne sono pure alcune che stanno rapidamente erodendo il primato di BitCoin.

Guardando il mondo delle criptovalute salta all’occhio come in poco più di un semestre BitCoin veda dimezzata la sua importanza a favore della più recente criptovaluta Ethereum, la nuova arrivata che è stata lanciata solo nel 2014.

Si può dire che Ethereum rappresenta l’evoluzione di Bitcoin essendo strutturata con un sistema di sicurezza ancora più solido grazie a una struttura di condivisione che rispetto a Bitcoin le informazioni non sono gestite da un solo (o un solo gruppo) di server. Sono infatti condivise su più nodi nello stesso momento, rendendo enormemente più complicato per gli hacker penetrare e modificare i dati.

In particolare pare sia bastato che il presidente russo Putin proprio qualche giorno fa mostrasse interesse per Ethereum come base per le prossime diversificazioni in criptovalute della Russia per mettere Ethereum al centro delle cronache. Si trattava solo di una nota a margine di un vertice tenutosi a San Pietroburgo, ossia di una notizia tutto sommato secondaria, ma di per sé sufficiente a far volare i prezzi di Ethereum.

Come si vede, quindi, siamo in una terra inesplorata: da un lato l’andamento dei prezzi ci dà buoni motivi per non dormire sonni tranquilli. Da un altro lato è evidente che non abbiamo finito di sentir parlare di criptovalute.

 

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