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pubblicato: domenica, 13 maggio, 2018

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Mondiali Russia 2018: focus Argentina. Messi prova a sfatare il tabù

Mondiali Russia 2018 Argentina

Mondiali Russia 2018: focus Argentina. Leo Messi e un attacco stellare per sfatare un tabù: dopo il secondo posto del 2014, la Selección è pronta a riprovarci.

Una delle nazionali sicuramente favorite per la vittoria finale risponde al nome di Argentina. Pur non essendo tra le primissime due/tre candidate, la selezione sudamericana merita infatti grande rispetto e considerazione, soprattutto grazie alla sua stella più luminosa: Lionel Messi. La Pulce è chiamata alla sua ultima ghiotta occasione per levarsi definitivamente di dosso l’etichetta di “vincente nel club, perdente in Nazionale”.

Etichetta forse ingenerosa, ma che rispecchia il momento estremamente difficile che sta vivendo il Paese dal punto di vista calcistico: è infatti addirittura dalla Copa America del 1993 che l’Argentina non solleva un trofeo internazionale. Tanti anni, decisamente troppi, per una nazionale che è sempre stata considerata, a ragione, meritevole di un posto nell’Olimpo del calcio mondiale. Ricordiamo a tal proposito i due momenti culmine del fútbol argentino, ovvero i trionfi ai Mondiali del 1978 (da padroni di casa) e del 1986 (guidati da un Diego Armando Maradona all’apice della propria carriera, l’Albiceleste sconfisse per 3-2 la Germania Ovest nella finale di Città del Messico).

Mondiali Russia 2018: il cammino travagliato dell’albiceleste

Venendo all’attualità, occorre anzitutto ricordare come gli uomini guidati da Jorge Sampaoli si siano qualificati alla competizione. Il percorso non è stato decisamente dei migliori ed ha ricevuto parecchie critiche da parte dei tifosi e degli addetti ai lavori, soprattutto considerata la lentezza con cui è arrivata la matematica certezza di partecipare a Russia 2018.

Gli argentini hanno infatti dovuto attendere l’ultima gara utile per poter esultare, salvati dalla strepitosa tripletta di Messi contro l’Ecuador a Quito. Una splendida prestazione individuale che ha consentito alla squadra di qualificarsi da terza nel girone, ma distaccata di pochissimo rispetto alla quarta e alla quinta posizione (occupate rispettivamente da Colombia e Perù, quest’ultimo poi qualificatosi grazie alla vittoria nello spareggio contro la Nuova Zelanda).

Mondiali Russia 2018: difesa e centrocampo dell’Argentina non all’altezza

Le difficoltà incontrate durante il travagliato percorso di qualificazione derivano da un reparto difensivo e di centrocampo non all’altezza di quello offensivo, che può invece annoverare i migliori attaccanti del globo. Ciò è reso evidente dai continui cambi di formazione operati durante il biennio di qualificazioni, e dal cambio di guida tecnica avvenuto in corso d’opera. Da Edgardo Bauza si è passati infatti all’era targata Jorge Sampaoli, ex allenatore della nazionale cilena e del Siviglia, svincolatosi dagli andalusi ad inizi giugno 2017 per poter prendere le redini della Selección.

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Mondiali Russia 2018: incognite sui 23 definitivi

Vi sono ancora diverse incognite riguardanti la scelta dei definitivi 23 che prenderanno parte alla spedizione in Russia. Quel che è certo è che in attacco sicuramente vi sarà un escluso illustre, molto probabilmente militante nel nostro campionato. Se Dybala e Higuain sono quasi certi del posto, a farne le spese potrebbe essere Mauro Icardi, centravanti dell’Inter mai preso troppo in considerazione né da Bauza prima né da Sampaoli oggi. Esclusione discutibile, ma che fa capire su quanta tecnica e fiuto del gol può potenzialmente contare il commissario tecnico argentino (non dimentichiamoci infatti del Kun Aguero e del già citatissimo Lionel Messi).

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Per quanto riguarda gli altri reparti, invece, nomi interessanti “di secondo piano” ma certi di andare in Russia sono ad esempio il centrale difensivo della Roma Federico Fazio ed il centrocampista del PSG Giovanni Lo Celso. Il primo è stato protagonista di un’ottima stagione con la maglia dei giallorossi semifinalisti di Champions, mentre il secondo ha la sola “sfortuna” di giocare in una squadra zeppa di stelle e grandi nomi, ragion per cui il suo notevole apporto alla causa parigina è spesso sembrato passare inosservato.

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Porta “blindata” per Sergio Romero, al suo terzo mondiale da titolare

Tra i pali dovrebbe esserci la riconferma di Sergio Romero, già titolare ai Mondiali 2010 e 2014 (edizione in cui si mise in luce grazie ai rigori parati nella semifinale contro l’Olanda, tiri dal dischetto che decretarono il passaggio del turno dell’Albiceleste in finale contro la Germania). La riserva di De Gea al Manchester United potrebbe tuttavia essere insidiata da Willy Caballero, secondo portiere del Chelsea spesso impiegato però da Antonio Conte nell’arco di questa stagione.

Mondiali Russia 2018: l’Argentina può superare l’ostacolo gironi in scioltezza

La sensazione è che la squadra possa benissimo superare il girone D, raggruppamento in cui è stata inserita assieme a Croazia, Islanda e Nigeria, e che sia ugualmente in grado di superare un eventuale ottavo di finale contro Danimarca o Perù (le due principali candidate al secondo posto del gruppo C, che verosimilmente verrà vinto dalla Francia). L’incognita principale riguarda appunto un reparto difensivo non affidabile al 100%, ma soprattutto un centrocampo che non convince affatto, soprattutto per via delle stagioni non al top di Lucas Biglia ed Ever Banega, entrambi quasi certi di risultare tra i 23 “prescelti”.

Mondiali Russia 2018: Argentina da top 4?

Ci sentiamo comunque di inserire l’Argentina come potenziale semifinalista, pur essendo una spanna sotto rispetto a rivali come Brasile e Spagna, nazionale contro cui la Selección ha brutalmente perso per 6 reti ad una nell’ultima amichevole del Wanda Metropolitano di Madrid. Vero, si trattava pur sempre di un’amichevole, peraltro giocata senza Messi, ma l’impressione è che in generale la differenza sia ancora tangibile.

Al campo (e all’estro della Pulce) la sentenza finale, nella speranza di rompere una maledizione ormai lunga 25 anni.

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