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pubblicato: venerdì, 18 maggio, 2018

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Contratto Governo M5S-Lega: Flat tax, le aliquote e il calcolo

Contratto Governo M5S-Lega flat tax

Contratto Governo M5S-Lega: Flat tax, le aliquote e il calcolo.

Se ne è parlato tanto e alla fine nel contratto Governo M5S-Lega non poteva mancare all’appello. Stiamo ovviamente parlando della flat tax, cavallo di battaglia della Lega, che sarà introdotta nell’ottica di una semplificazione fiscale e nella riduzione delle tasse per persone fisiche e imprese. Sarà uno degli aspetti chiave in merito alla riforma fiscale, ma sta già facendo discutere. Prima di tutto per le coperture effettive necessarie a garantire l’attuazione di questa misura. In secondo luogo per la sua concezione di “tassa piatta”, già utilizzata in diversi Paesi, ma con risultati discutibili. Resta il fatto che la flat tax è una delle misure che prenderanno piede se il governo Lega-M5S si facesse effettivamente. Ma cos’è esattamente e come funzionerebbe?

Contratto Governo Lega-M5S: Flat Tax, cosa dice il testo

Nel testo del nuovo contratto di Governo stipulato da Lega e Movimento 5 Stelle si critica l’elevata pressione fiscale; rea di aver ridotto considerevolmente la capacità di spesa delle famiglie e delle imprese italiane. A ciò si aggiunge il pesante carico della burocrazia, stringente e troppo rigida. Tutti elementi che hanno incrinato sempre di più nel tempo i rapporti tra i contribuenti e il fisco. Da qui la necessità di adottare “coraggiose e rivoluzionarie misure di riforma”; da un lato per ridurre il livello di pressione fiscale; dall’altro per migliorare il rapporto tra contribuenti e amministrazione finanziaria.

Il principio chiave consiste proprio nell’introduzione della flat tax. Protagonista assoluta di una riforma fiscale che prevede aliquote fisse e un sistema di deduzioni atte a garantire la progressività dell’imposta, come vuole la Costituzione. “Il nuovo regime fiscale si caratterizza come segue”, è scritto nel testo.

Due aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partite Iva, imprese e famiglie; per le famiglie è prevista una deduzione fissa di 3.000,00 euro sulla base del reddito familiare. La finalità è quella di non arrecare alcun svantaggio alle classi a basso reddito, per le quali resta confermato il principio della “no tax area”; nonché in generale di non arrecare alcun trattamento fiscale penalizzante rispetto all’attuale regime fiscale”.

Le conseguenze della flat tax sono poi lette in questa direzione: maggiore risparmio di imposta; più propensione al consumo e agli investimenti; maggiore base imponibile tassabile. A tutto ciò si deve aggiungere la lotta all’evasione fiscale, con inasprimento di pene e sanzioni per chi evade; nonché la revisione dei rapporti tra fisco e contribuenti. Come? Tramite la pace fiscale e una riscossione “amica” e non più capace di creare uno “stato di paura”.

Il reddito di cittadinanza nel programma congiunto M5S-Lega.

Contratto Governo Lega-M5S: Flat Tax, come funziona

Ma torniamo alla flat tax e cerchiamo di rispondere alla legittima domanda: come funzionerebbe? Come si legge nel testo, la tassa piatta consterà in due aliquote. Una al 15%, la seconda al 20%. La prima dovrebbe rivolgersi a tutti quei soggetti che percepiscono redditi annui fino a 80.000 euro. A chi percepisce di più, spetterà invece l’aliquota al 20%.  In merito alla semplificazione del sistema fiscale e alla sua chiarezza, semplicemente un soggetto (persona fisica o impresa) che percepisce un reddito (fino a 80 mila euro), dovrebbe versare il 15% di tasse sullo stesso. O almeno questo aveva fatto intendere la proposta originaria inclusa nel programma elettorale della Lega.

Il testo è però dotato di alcune lacune pratiche. Da un lato la necessità delle coperture atte a finanziare la misura. Dall’altro l’esplicazione pratica del nuovo regime fiscale stesso. Partiamo dalla no tax area per i soggetti appartenenti alle fasce con reddito basso. Che per ora è fissata a 8.174 euro. Non è chiaro se sarà mantenuta questa soglia o se sarà aumentata a 10.000-12.000 euro, come previsto dal programma originario di centrodestra.

Flat Tax: il nodo dei costi

Passando poi alla flat tax vera e propria, con aliquota al 15%, va considerato che ciò è già realtà per oltre 600 mila partite Iva in possesso dei requisiti per rientrare nel regime agevolato, come scrive Il Sole 24 Ore. Resta però da capire se il sistema degli acconti e dei saldi, ovvero degli anticipi per l’anno successivo in base al reddito presunto, resteranno in vigore. In una vecchia bozza del contratto di governo, era scritto quanto segue. “Ogni complicazione legata ad anticipi di tassazione e successivi conguagli deve sparire. Il versamento deve essere unico, comprensibile, immediato ed effettuato dal cittadino”. Sarà confermata in merito alla semplificazione fiscale?

C’è poi il vero grande problema dei costi. Stando alla tabella diffusa dall’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, il costo della misura ammonterebbe a circa 50 miliardi di euro. E le coperture ragionate per far fronte a questa spesa non sarebbero sufficienti.

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