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pubblicato: martedì, 5 giugno, 2018

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Flat tax | Cos’è e a chi conviene | Lega ‘subito alle famiglie’

Flat Tax: cosa è e a chi conviene

Flat tax | Cos’è e a chi conviene | Lega ‘subito alle famiglie’.

L’articolo 1 della Costituzione Italia recita quanto segue. “L’Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro”. E il ministro dell’Interno Matteo Salvini lo ha ribadito ieri, durante un comizio a Fiumicino. Riportare l’Italia a essere una Repubblica fondata sul lavoro tagliando nettamente la burocrazia e favorendo la pace fiscale. Per poi applicare la tanto controversa e discussa Flat Tax. La “tassa piatta” che sarà applicata a imprese e famiglie per alleggerire l’eccessivo peso della pressione fiscale. Parlando di flat tax, Salvini ha affermato che “vale quello che c’è scritto sul contratto”. Prima però ci sarà l’intervento sulla pace fiscale, “con la chiusura delle liti tra gli italiani ed Equitalia”. Poi si penserà alle imprese, mentre “dall’anno prossimo interverremo sulle famiglie”.

Flat Tax: cos’è

Per la flat tax fa dunque fede quanto scritto sul contratto. E allora andiamo a rileggere la parte interessata, in cui si parla di “revisione del sistema impositivo dei redditi delle persone fisiche e delle imprese”. Il riferimento è alle aliquote vigenti, al sistema di deduzioni e detrazioni e ai criteri di tassazione dei nuclei familiari.

Il concetto chiave è Flat Tax; ovvero una riforma fiscale caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse con un sistema di deduzioni per garantire la progressività dell’imposta. Il nuovo regime fiscale si caratterizza come segue. Due aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partite Iva, imprese e famiglie”.

Per queste ultime è prevista una deduzione fissa di 3 mila euro in base al reddito familiare. Per le classi a basso reddito resterà il principio della no tax area.

Flat Tax: a chi conviene

In base a un report del Corriere, la flat tax concepita nel contratto di governo, converrebbe solo ai soggetti che percepiscono almeno 30 mila euro annui. Invece, non ci sarebbe alcun effetto per i redditi fino a 15 mila euro, questo anche tenendo conto della permanenza della no tax area. “Su 30 mila euro di reddito annuo la flat tax comincerebbe a farsi sentire. Si verserebbero 3.870 euro di tasse invece di 5.530 euro”. Naturalmente, più il reddito alto, più aumenterebbero i benefici della tassa piatta.

Questo discorso potrebbe valere anche per le imprese. Come ha fatto notare Il Sole 24 Ore, “se rimanessero immutate la deducibilità dei costi attuali e quella di altre voci ammesse ad agevolazioni, il risparmio d’imposta potrebbe arrivare anche al 37,5%”. Tuttavia, qualora le agevolazioni attuali dovessero venir meno, “si potrebbe arrivare alla situazione paradossale di pagare anche un po’ di più”. In quest’ultimo caso andrebbe dunque prevista una clausola di salvaguardia che farebbe rientrare i soggetti penalizzati nel vecchio regime.

Reddito di cittadinanza e dual tax: i punti negativi del contratto M5S-Lega.

Flat Tax: prima alle imprese e poi alle famiglie?

Sulla flat tax sembrano tutti d’accordo, ma sui tempi di applicazione non proprio. Ieri prima bagarre interna alla Lega, con Alberto Bagnai che ha affermato come prima la flat tax sarà applicata alle imprese e poi alle famiglie. Di diverso parere l’economista che la flat tax, sulla carta, l’ha scritta: Armando Siri. Quest’ultimo ha infatti smentito il possibile futuro sottosegretario al ministero dell’Economia; ribadendo come dal 2019 la flat tax entrerà in vigore per tutti, famiglie e imprese, senza alcuna distinzione. Tuttavia, analizzando le affermazioni di Siri rilasciate ad Affaritaliani, si nota come la flat tax entrerà in vigore per famiglie e imprese a partire dal 2019, ma tutto “sarà a regime per il 2020”. E proprio per le famiglie la prima pietra sarà posata nel 2019, ma con dei parametri che andranno a perfezionarsi solo nel 2020, quando tutto sarà definitivamente sistemato. Si prevede dunque un inizio parziale per le famiglie e una procedura di completamento che duri un anno?

A chiarire il tutto ci ha pensato Claudio Borghi. Che a Radio Cusano Campus ha spiegato come possa risultare logico applicare la flat tax prima alle imprese, perché “è un lavoro che si può fare in qualche mese”. La revisione completa del sistema fiscale prevede invece una tempistica più lunga. Da qui il chiarimento sull’inizio parziale per le famiglie, per poi procedere con l’ultimazione dei requisiti entro il 2020. Quando la flat tax dovrebbe ormai risultare a regime completo.

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