pubblicato: giovedì, 14 Giu, 2018

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Pace fiscale 2018: rottamazione cartelle immediata, Lega va avanti

Pace fiscale 2018: rottamazione cartelle immediata

Pace fiscale 2018: rottamazione cartelle immediata, Lega va avanti.

Il viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia ha parlato a Porta a Porta dei temi più caldi politicamente parlando. Immigrazione e lavoro. Si è parlato anche di pace fiscale e flat tax. Garavaglia ha dichiarato che il governo sta già lavorando su diversi dossier. Partendo dalla “flat tax” (o “dual tax”), Garavaglia ha citato il PD che “l’ha già messa”. Da un lato per i super ricchi che sono all’estero e che potrebbero quindi tornare a causa del regime agevolato. Dall’altro per le partite Iva a regime forfettario, con limite reddituale annuo a 30.000 euro lordi. “Ma in mezzo c’è un mondo”, ha precisato l’esponente della Lega.

Pace fiscale e flat tax 2018: quando si comincia?

2018 o 2019? E da dove si comincia? Famiglie o imprese? La flat tax continua a far discutere, e non solo sul fronte delle coperture economiche; ma anche – e soprattutto – sotto l’aspetto delle tempistiche. “Le imprese sono il punto più caldo, dove c’è necessità di dare risposte immediate. Quando c’è un artigiano che paga il 68% di imposte, c’è da fargli un monumento”. Per imprese si intendono anche le partite Iva? “Noi vorremmo avere partite Iva dappertutto. Noi vogliamo dare la possibilità a chi vuole di mettere su impresa; ma se si mette su un’impresa e poi si paga il 68% di tasse, poi passa la voglia”.

Sotto l’aspetto della tempistica, quando si parla di 2018, si partirebbe ovviamente dal 2019. Quindi ci sarebbe l’intenzione di inserire l’argomento flat tax nella prossima Legge di Bilancio, della quale si comincerà a parlare più concretamente dopo l’estate.

Rottamazione cartelle esattoriali 2018: come usare Fai D.A. Te.

Pace fiscale 2018: rottamazione cartelle immediata?

Alla Confesercenti, Matteo Salvini ha parlato di rottamazione cartelle esattoriali. La Lega va dunque avanti nel suo progetto presente nel contratto di governo. La cosiddetta pace fiscale, per riequilibrare il rapporto tra Fisco e contribuente. E far (ri)diventare il Fisco “amico”. Nel contratto di governo, il capitolo relativo alla pace fiscale recita quanto segue.

È opportuno instaurare una pace fiscale con i contribuenti per rimuovere lo squilibrio economico delle obbligazioni assunte. E favorire l’estinzione del debito mediante un saldo e stralcio dell’importo dovuto, in tutte quelle situazioni eccezionali e involontarie di dimostrata difficoltà economica. Esclusa ogni finalità condonistica, la misura può diventare un efficace aiuto ai cittadini in difficoltà e il primo passo verso una riscossione amica dei contribuenti.

Nel proseguire il ragionamento sulla pace fiscale, si è parlato di una forbice tra il 6% e il 25% dell’intero importo da “rottamare”. Su questo punto Garavaglia ha voluto fare qualche precisazione. “Finché non ci mettiamo a scrivere il testo, non ha senso parlarne. L’impostazione politica è chiara. Si vuole dare una risposta a chi è uscito fuori mercato, perché si è deciso di ammazzarli con il Fisco. Se questi li si riesce a recuperare, allora si riuscirebbe a recuperare qualcosa di quella enorme massa di accertato che c’è in pancia allo Stato e che non verrà mai incassato”.

Sulla pace fiscale 2018, insomma, il governo è attualmente al lavoro. “I capi delle Agenzie delle Entrate, chi ha i premi, ha lo stesso quantitativo sia se colpisce l’artigiano, che è facile da trovare; sia se prende il grande evasore, che è più difficile. Dobbiamo puntare sulla qualità dell’Agenzia delle Entrate”. Resta comunque saldo il principio di offrire agli elettori soluzioni immediate. E proprio la pace fiscale sembra rientrare tra le proposte prioritarie.

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