730 precompilato 2018: controllo dichiarazioni dopo scadenza. La nota

Pubblicato il 27 Giugno 2018 alle 15:00 Autore: Guglielmo Sano
730 precompilato 2018

730 precompilato 2018: controllo dichiarazioni dopo scadenza. La nota

L’ultima circolare licenziata dall’Agenzia delle Entrate fornisce delle importanti precisazioni sul 730 precompilato relativo al 2018. Infatti, in essa sono contenute le linee guida  da usare nel controllo dei modelli con esito a rimborso per individuare gli elementi di incoerenza. Dunque, ci si riferisce innanzitutto ai 730 compilati dal contribuente in modo tradizionale; poi a quelli presentati tramite il sostituto d’imposta con modifiche rispetto alla precompilata. I controlli saranno serrati, quindi; visto che la maggior parte dei 730 sono a rimborso.

730 precompilato 2018: controllo dichiarazioni dopo scadenza. La nota

A cosa verrà prestata maggiore attenzione:

  • “scostamenti per importi significativi dei dati risultanti nei modelli: di versamento; nelle certificazioni uniche; nelle dichiarazioni dell’anno precedente”;

  • altri elementi di rilevante incoerenza rispetto ai dati inviati da enti esterni o esposti nelle certificazioni uniche”;

  • “situazioni di rischio in base alle irregolarità verificatesi negli anni precedenti”.

AL netto di eventuali proroghe, fissata al 9 luglio la scadenza per la presentazione del 730 per chi si avvale del sostituto d’imposta. Invece, è stata stabilita al 23 luglio per l’invio del modello precompilato per chi si rivolge a un intermediario, per esempio, un Caf. Per chi intende provvedere da solo alla propria dichiarazione è consigliabile prestare attenzione; saranno, in particolare, i precompilati ad essere oggetto dei controlli dell’ente.

Da precisare che lo strumento – di tutto sommato recente introduzione – finora non ha deluso. Tuttavia, sono ancora molte le spese che non vengono riportate in modo automatico o che vengono riportate in maniera errata. Gli importi delle spese mediche e specialistiche a volte risultano maggiori di quelli riportati nel modello; stessa situazione per quanto riguarda le spese mediche all’estero. Inoltre, capita spesso che le spese per l’istruzione, incluso il pagamento delle tasse universitarie, addirittura, non figurino nemmeno. Tutte queste voci, è ovvio, vanno integrate.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità
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