Visita fiscale Inps: rientro anticipato e stop certificato medico. Chi rischia

Pubblicato il 6 Luglio 2018 alle 09:48 Autore: Daniele Sforza
Visita fiscale Inps rientro anticipato e certificato medico

Visita fiscale Inps: rientro anticipato e stop certificato medico. Chi rischia.

Parlando di visita fiscale Inps, ci sono diversi aspetti da approfondire. Come ad esempio la possibilità del rientro anticipato e dunque la segnalazione all’Inps e al datore di lavoro della fine di malattia. Che di fatto interrompe la relativa indennità. Sulla questione è da segnalare il chiarimento dell’Inps, tramite la circolare n. 79/2017. In questa si ribadisce l’obbligatorietà dell’invio telematico del certificato medico da parte del dottore curante all’Inps e al datore di lavoro. L’invio cartaceo è permesso solamente in casi di emergenza; come ad esempio malfunzionamento della rete. In sostanza, sia i medici sia i lavoratori dovranno prestare molta attenzione ai nuovi adempimenti, per non incorrere in sanzioni.

Visita fiscale Inps: malattia prolungata, cosa succede?

Nella suddetta circolare l’Inps ricorda che tutte le informazioni contenute nel certificato telematico rivestono una fondamentale importanza. Tra le informazioni più importanti va annoverata la data di fine prognosi. La quale, qualora una certificazione supplementare sia assente, “costituisce il termine ultimo ai fini dell’erogazione della prestazione economica di malattia”. Tuttavia, la specifica è che si tratta di un elemento “previsionale” e quindi risulta suscettibili di modifiche. In breve, la data può essere prolungata o ridotta, in base al decorso della malattia. Nell’ipotesi di prolungamento il lavoratore dovrà farsi rilasciare dal medico curante uno o più certificati di continuazione, indispensabili per continuare a garantire gli strumenti di tutela prevista. Ma in caso di guarigione anticipata cosa succede?

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Visita fiscale Inps: rientro anticipato, cosa dice l’Inps

L’ipotesi può riguardare anche una guarigione anticipata, che quindi consentirebbe il rientro anticipato a lavoro. Anche in questo caso il lavoratore sarà chiamato a farsi rilasciare una rettifica del certificato vigente. La finalità è quella di documentare anche temporalmente il periodo di incapacità di tornare al lavoro, al fine di avvisare l’Inps per l’interruzione dell’indennità. L’obbligo di comunicazione è anche verso il datore di lavoro; perché la fine della malattia prevede un rientro anticipato al lavoro.

L’Istituto precisa che in presenza di certificato con prognosi ancora in corso, il datore di lavoro non può consentire al lavoratore la ripresa dell’attività lavorativa. Ciò nel rispetto della normativa sulla salute e sicurezza dei posti di lavoro. Il datore di lavoro ha infatti l’obbligo di tutelare l’integrità fisica dei lavoratori. Proprio per questo motivo il lavoratore assentatosi per malattia e guarito in anticipo dovrà farsi rilasciare un ulteriore certificato dal medico curante che attesti l’avvenuta guarigione.

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Visita fiscale Inps: rientro anticipato non comunicato, le sanzioni

La suddetta circolare si è resa necessaria visto il mancato rispetto delle disposizioni finora elencate segnalato in diversi casi. Se un lavoratore effettua un rientro anticipato a lavoro e non lo comunica, l’Inps può inviare un medico per una visita fiscale a domicilio. Ovviamente perché pensa che il soggetto sia ancora a casa per malattia. E debba dunque farsi trovare nelle fasce di reperibilità previste. Senza dimenticare il discorso economico, con l’erogazione di prestazioni effettivamente non dovute.

Pertanto, in caso di mancata o tardiva comunicazione della ripresa anticipata dell’attività lavorativa, il lavoratore sarà sanzionato secondo la normativa vigente in caso di assenza ingiustificata a visita fiscale Inps.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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