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pubblicato: mercoledì, 22 agosto, 2018

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Torrente Raganello Civita: morti e feriti dopo esondazione, chi sono

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Torrente Raganello Civita: morti e feriti dopo esondazione, chi sono

È arrivata una valanga d’acqua all’improvviso. Non abbiamo avuto il tempo di fare nulla. Sono stato davvero fortunato” racconta un escursionista olandese, che, salvo la benda sulla testa e una frattura al bacino, è scampato alla tragedia seguita all’esondazione. “Una cosa incredibile, l’inferno”. E aggiunge “Sono davvero senza parole e piango le persone che non sono riuscite a salvarsi”. Vediamo allora cosa è successo e chi sono state le vittime della furia del Torrente Raganello in Calabria.

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Il gruppo, che sarebbe stato sorpreso dalla piena, era formato da un quindicina di persone che stavano partecipando ad una visita all’interno dell’area caratterizzata da gole e canyon. Alcuni sono riusciti a chiedere soccorso. Sul posto ci sono i carabinieri e gli operatori del soccorso speleo fluviale dei Vigili del fuoco di Cosenza.

Il gruppo vittima della piena del torrente era composto da almeno 15 persone impegnate in ua visita entro l’area dei canyon e dalle gole del Parco. L’inondazione ha ucciso 10 persone, di cui 4 erano uomini e 6 donne. Sono stati ritrovati i tre giovani pugliesi che erano stati inseriti nella lista dei dispersi: avevano 21, 22 e 23 anni e si trovavano in una località, Valle d’Impisa, al di sopra della zona interessata dalla disastrosa esondazione. Gli apparecchi cellulari non avevano campo: impossibile, quindi, richiamare l’intervento dei soccorsi. Un’amica, però, ha informato le autorità dando la notizia del loro ritrovamento e delle loro condizioni. Il bilancio risaliva però alla notte, ed è stato destinato ad aumentare: la sovrapposizione di informazioni, a dire del Capo della Protezione civile, Carlo Tansi, aveva causato l’errore nel conteggio dei dispersi.

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Il numero di escursionisti tratti in salvo sale a 23.  Tra i sette condotti in ospedale anche una bambina di 9 anni, che nella notte è stata trasferita all’ospedale Cardarelli, dove riceverà cure adeguate, in vista delle complicanze dell’ ipotermia. Chiara, questo il nome della piccola, è stata trovata in uno stato di semi-incoscienza accanto ad uno dei cadaveri delle vittime del disastro. In serata è stato tratto in salvo un secondo bambino: infreddolito e spaventato, ma, in compenso, starebbe bene.

È ricoverata in ospedale per problemi respiratori la ragazza di 24 anni di Trebisacce, data per morta in prima battuta. Invece, altri sette escursionisti sono stati medicati sul posto. Nove sono scampati quasi incolumi alla tragedia.  Nella serata, le salme di chi non ce l’ha fatta sono state condotte a Civita, nella palestra comunale, che è stat aattorniata dalla folla di amici e parenti delle vittime.

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