pubblicato: giovedì, 20 Set, 2018

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Flat tax e Partita Iva: cos’è, detrazioni e calcolo. Ecco i 14 miliardi

Flat tax e partite Iva: detrazioni, calcolo

Flat tax e Partita Iva: cos’è, detrazioni e calcolo. Ecco i 14 miliardi.

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La flat tax resta un tema principe del contratto di governo, ma la sua attuazione non si verificherà nel 2019. Infatti già si parla di flat tax mini, un ridimensionamento che coinvolgerà tutte le partite Iva, ampliando il beneficio dell’aliquota al 15% per redditi fino a 80-100 mila euro alle categorie professionali. Un modo per rilanciare gli investimenti nel lavoro e l’occupazione imprenditoriale personale, in teoria. Ma anche un risparmio consistente che sarà assicurato solo a chi percepirà più di 30 mila euro annui. Perché per i professionisti che guadagnano meno di quella cifra, i risparmi saranno pochi, se non nulli.

Flat tax e partite Iva: detrazioni, calcolo e altre informazioni utili

Una sorta di flat tax “mini” come è stata ridimensionata dal governo nelle ultime settimane, invero, esiste già. Si tratta del cosiddetto regime forfettario, a cui possono accedere partite Iva nel rispetto di determinati requisiti. A cambiare, per loro, sarà il limite di reddito, attualmente imposto a 30 mila euro annui e che nel 2019 potrebbe salire a quegli 80-100 mila euro di cui sopra. Il regime sarebbe più conveniente, ma non così vantaggioso come si potrebbe credere. La modifica della soglia non contribuirà a modificare un regime che, seppur agevolato, resta comunque carico sotto l’aspetto del versamento contributivo e dei tanto odiati acconti.

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Infatti, resta il fatto che i risparmi maggiori li otterranno i lavoratori che guadagnano cifre superiori ai 30 mila euro annui. E questo peggiorerebbe le cose per chi guadagna di meno, soprattutto per tutti coloro i quali dichiarano redditi inferiori a 16 mila euro (e sono la maggioranza). Inoltre andrà esaminata la revisione delle detrazioni fiscali; con l’annullamento totale di queste ultime, oppure il mantenimento di poche, se non pochissime. Le detrazioni sarebbero soppiantate da una deduzione fissa di 3.000 euro per ogni componente del nucleo familiare, come stabilito dal testo originale sulla flat tax a firma Lega. Va poi considerata la riforma dell’Irpef, con la riduzione degli scaglioni e i cambiamenti delle aliquote; più vantaggioso rispetto al regime vigente, ma lontano dal progetto più generoso proposto a suo tempo dai 5 Stelle.

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Flat tax: il nodo risorse, le ultimissime

Resta poi ancora tutto da sciogliere il nodo delle risorse. Stando al Giornale, la soglia del 3% di deficit non verrà superata come vorrebbe Di Maio. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria è ben disposto a restare nei confini stabiliti dall’Unione europea, ma potrebbe strappare qualcosa in più da Bruxelles. Ed è così che i 20 miliardi di correzione del deficit potrebbero ridursi a 10, a cui Tria potrebbe richiedere l’aggiunta di ulteriori 4,5 per coprire la sterilizzazione dell’aumento dell’Iva. Questo significa anche che tutto il resto avrà bisogno di coperture finanziarie. E allora bisognerà discutere di priorità, o di ridimensionare i principi di proposte espressi nel contratto di governo. E da qui potrebbero nascere dissidi e tensioni interne al governo che per ora i principali protagonisti tentano di dissimulare. Insomma, qualcosa andrà sacrificato per forza di cose. E sull’altare potrebbero essere posizionate alcune delle misure più popolari.

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