Pubblicato il 12/08/2014 Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre 2014 alle 13:08

Iraq, Casini: “Italia deve intervenire”

autore: Livio Ricciardelli

“Siamo passati dal terrorismo e dai terroristi agli Stati terroristi. Dunque, ha fatto bene Obama a intervenire in Iraq e ora dobbiamo spingere l’Europa, perchè il semestre di presidenza è nostro, a un’iniziativa analoga”. Lo afferma Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Esteri del Senato, che – in un’intervista al Corriere della Sera – aggiunge: “La nostra iniziativa può sostanziarsi in tre passi: aiuti ai curdi, anche di carattere militare, attivazione di corridoi umanitari e aiuti alle popolazioni messe al bando dagli islamici”. L’invio di armi ai peshmerga, secondo Casini, “serve per consentire l’attivazione di corridoi umanitari e per organizzare interventi immediati di solidarietà per le popolazioni cristiane e per chiunque sia in pericolo. Fa bene il governo a muoversi”.

Se l’Italia decidesse in tal senso, garantisce, “possiamo riaprire il Parlamento in poche ore. C’è la consapevolezza di tutti che bisogna muoversi anche perchè il Kurdistan è un Paese amico dove ci sono moltissimi investimenti italiani”. Del resto “Francia e Inghilterra già si stanno muovendo”. Parlando anche della situazione in Libia, Casini rimarca che “non è che si dovesse difendere Gheddafi ma certo era meglio un dittatore che il caos e l’anarchia col rischio di califfati islamici a Bengasi. In Libia c’è stata una responsabilità storica di Sarkozy: un disastro che ora paghiamo noi più che altri. Siamo il primo porto di accoglienza dell’immigrazione clandestina…».

Autore: Livio Ricciardelli

Nato a Roma, laureato in Scienze Politiche presso l'Università Roma Tre e giornalista pubblicista. Da sempre vero e proprio drogato di politica, cura per Termometro Politico la rubrica “Settimana Politica”, in cui fa il punto dello stato dei rapporti tra le forze in campo, cercando di cogliere il grande dilemma del nostro tempo: dove va la politica. Su Twitter è @RichardDaley
Tutti gli articoli di Livio Ricciardelli →