pubblicato: mercoledì, 26 Set, 2018

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Legge di Bilancio 2019: Di Maio annuncia il carcere per gli evasori

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Con l’avvicinarsi della resa di conti (fra pochi giorni arriverà la nota di aggiornamento al DEF) la competizione fra Lega e M5S sulla legge di bilancio si fa più accesa. L’oggetto del contendere, secondo le spin del momento, è l’evasione fiscale.

Sappiamo che la Lega vuole inserire in legge di bilancio la cosiddetta “pace fiscale”, che altro non è che un condono tombale. Per farlo digerire agli elettori del M5S, oltre a dargli un nome molto social, si sta cercando di far passare l’idea che si tratti di un modo per alleviare la crisi dei piccoli imprenditori.

Legge di Bilancio: Di Maio rilancia

Peccato che la soglia da un milione di euro da inserire in legge di bilancio suggerita dalla Lega sembra tutt’altro che piccola. Non stupisce, quindi, che Di Maio stia tentando di riappropriarsi dell’argomento.

Il vicepremier Luigi Di Maio ha annunciato su Instagram che il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio inasprirà le pene per chi evade, fino al carcere. Più in generale, il leader del Movimento 5 Stelle prevede pene più severe per chi vuole fare il furbo.

La questione si allarga anche ad un altro argomento da legge di bilancio, quello del “reddito di cittadinanza” (che non è un reddito di cittadinanza). Uno dei timori, infatti, è che i beneficiari del sussidio lavorino in nero, incassando quindi soldi non dovuti. “Nessuna pietà per chi cerca di fregare lo Stato” ha scritto Di Maio.

Il carcere per gli evasori, oggi

Oggi il carcere è eventualità riservata a chi commette grosse evasioni. Questo significa che bisogna evadere le imposte per almeno 30mila euro per poter parlare di sanzioni penali. In particolare, i limiti sono:

  • dichiarazione fraudolenta: 30mila euro di imposta evasa;
  • dichiarazione infedele: 150mila euro;
  • dichiarazione omessa: 50mila euro;
  • omesso versamento IVA: 250mila.

È previsto il carcere anche per chi emette fatture false o occulta o distrugge documenti contabili.

Va detto, comunque, che la Corte di Cassazione ha preferito sfumare i limiti. Questo significa che non si va comunque in galera se lo sforamento dei limiti di legge è di lieve entità. In caso contrario, le pene vanno da uno a sei anni di reclusione.

Vedremo se la legge di bilancio cambierà davvero le cose.

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