Pubblicato il 04/11/2018

Assunzioni scuola 2018: saltano 27.400 posti, i settori penalizzati

autore: Gloria Sahbani
Assunzioni scuola 2018: saltano 27.400 posti, i settori penalizzati

Assunzioni scuola 2018: saltano 27.400 posti, i settori penalizzati

E’ stato pubblicato un comunicato Anief sui posti vacanti della scuola proposti dal MIUR. Il Ministero dell’Istruzione, infatti, aveva formulato richieste per 27.400 assunzioni in ruolo che sembrano essere state respinte dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef).

Assunzioni scuola: sfumate 27.400 assunzioni

Secondo numerosi comunicati emessi da esponenti politici della maggioranza di governo, dovevano essere almeno 300 mila le immissioni in ruolo da programmare per il personale docente e Ata della scuola. Invece, non c’è alcun riferimento alle 27.400 assunzioni nella bozza di Legge di Bilancio 2919 che oggi sarà presentata in parlamento. Marco Bussetti, Ministro dell’Istruzione, aveva presentato la proposta di riempire i posti vacanti in vista del prossimo anno scolastico 2019/2020. Secondo la rivista specializzata Orizzonte Scuola, Bussetti farà di tutto per ripresentare la norma ed è già al lavoro ma intanto la situazione per i precari non sembra che peggiorare.

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Assunzioni scuola sfumate: chi ne risente

Il mancato inserimento nella Legge di Bilancio 2019 del provvedimento sulle assunzioni, pesa e non poco. Chi ne risente è soprattutto  il Meridione. Colpiti il potenziamento del tempo pieno e le assunzioni in più per infanzia (20.000 i posti da recuperare). Gli altri posti erano invece così distribuiti:

  • 6.000 per l’assunzione in via straordinaria di nuovo personale ATA
  • 400 posti per Licei Musicali
  • 400 posti destinati all’aumento dell’ora di strumento nei Licei Musicali
  • 1.000 posti per i ricercatori

Assunzioni scuola sfumate: la dichiarazione di Pacifico

Il sindacalista Marcello Pacifico, presidente dell’Anief e segretario confederale Cisal, ha fatto una dichiarazione in merito ai posti non concessi per le assunzioni: “Già 27 mila posti, ancorché negati, erano un numero esiguo, soprattutto dopo che dieci volte tanto era stato promesso di chi oggi ci governa. Ora bisogna essere seri o tacere. Perché si tratta di un passaggio imprescindibile per sconfiggere la precarietà e migliorare il servizio formativo che si offre nelle nostre scuole: di promesse non mantenute la scuola non ha proprio bisogno. Servono i fatti, azzerando i numeri che fanno ormai paura, visto che la prossima estate si potrebbe superare la quota record di 200 mila posti vacanti e disponibili solo tra il corpo insegnante”.

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