pubblicato: venerdì, 30 Nov, 2018

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Animali Fantastici – I crimini di Grindelwald: trama, cast e spoiler finale

Animali Fantastici - I crimini di Grindelwald: trama, cast e spoiler finale

Animali Fantastici – I crimini di Grindelwald: trama, cast e spoiler finale

Quella di oggi non sarà una semplice recensione, non la solita quantomeno. Siamo andati infatti a vedere al cinema Animali Fantastici – I crimini di Grindelwald, un film curioso e con un colpo di scena davvero inaspettato. Andiamo a vedere quindi i consueti dettagli quali cast, trama e parere della critica ma anche la nostra recensione con particolare attenzione al finale misterioso.

Animali Fantastici – I crimini di Grindelwald: cast e parere della critica

Il film è del 2018 ed è stato diretto da David Yates, lo stesso regista di molti film della saga di Harry Potter. Il genere della pellicola è quello dell’avventura e del fantasy. La programmazione è ancora in corso quindi gli incassi sono solamente parziali, tuttavia a fronte di un budget per la sua realizzazione di circa 200 milioni di dollari, Animali Fantastici ne ha incassati già 439. Per Mymovies il film vale un 2,97 su 5 e quindi risulta abbastanza consigliato, stessa cosa per i colleghi di IMDb che lo valutano con un 7 su 10. Nel cast troviamo invece: Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Johnny Depp, Jude Law, Dan Fogler, Alison Sudol e Ezra Miller. La trama è sostanzialmente il continuo del primo capitolo di quella che probabilmente sarà poi una pentalogia.

Animali Fantastici – I crimini di Grindelwald: trama e prima parte della recensione

L’anno di ambientazione è il 1927, ci troviamo a New York. Il MACUSA ha catturato da poco lo sfuggente e abilissimo mago Grindelwald. Sfortunatamente per il mondo dei maghi e non maghi, il temibile Grindelwald è già un pericoloso fuggitivo. I suoi piani sono sin da subito chiari, riunire attorno a se coloro i quali vogliono un mondo libero dai non maghi. Prima di fare questo però si mette alla ricerca di Credece, personaggio dall’identità quasi sconosciuta, un obscuriale, una creatura scampata alla morte. Sulle tracce di quest’ultimo ma soprattutto su quelle di Grindewald si muove il Ministero, l’Auror Tina e infine Newt Scamander, per conto di Albus Silente in persona. Vediamo ora la recensione della pellicola.

Se con notevole abilità nella saga Harry Potter, lo stesso piccolo mago sin dai primi capitoli riusciva a canalizzare l’attenzione su di sé senza eclissare gli altri personaggi, lo stesso non si può dire di Newt Scamander. Scamander è un personaggio piuttosto timido, molto indeciso, diametralmente opposto ad Harry che è invece impavido e intraprendente. Capita anche per questo che nel corso di questo episodio la scena diventi quasi interamente dominata da quel Johnny Depp, mago delle trasformazioni. Fin dal principio capiamo alcune cose: il legame indissolubile tra Grindelwald Silente, l’indecisione di Scamander, la lezione del passato, il colpo di scena incredibile.

La seconda parte della recensione

Procediamo ora all’analisi degli aspetti che abbiamo messo in risalto.

Numero uno: tra Grindelwald e Silente è avvenuta in passato una storia d’amore, i due hanno giurato di non combattersi e quindi questo è il motivo principale per cui Albus non è in prima persona schierato nella lotta contro l’oscuro mago. In compenso Silente ha avvicinato a sé Scamander per svolgere tale compito. In questo capitolo comunque si rivela anche la tendenza del futuro preside di Hogwarts ad usare brillanti studenti per i suoi scopi sebbene poi questi ultimi siano di interesse comune.

Numero due: Scamander non è uno dalla decisione facile, è un ragazzo sulle sue, brillante ma molto introverso. Il suo fascino verso le creature lo isola dal resto del mondo, sogna la tranquillità e la pace tra maghi e non maghi e preferisce non schierarsi. La sua è anche indifferenza, la stessa che permette al male di espandersi senza che nessuno lo ostacoli. Newt è uno spettatore che guarda lo svolgersi degli eventi con passività.

Numero tre: nel film si faranno numerosi riferimenti allo scoppio di un conflitto, ci si riferisce chiaramente alla seconda guerra mondiale, lo stesso intento di Grindelwald di epurare la società dalla presenza dei non maghi è di per sé una indicazione. Sebbene la pellicola non abbia un carattere educativo, storico o comunque vagamente politico, ci sembra quantomeno palese che dia un insegnamento di base: imparare dal passato.

Numero quattro, il finale misterioso, menzogna o realtà?

Alla fine della pellicola Grindelwald trova Credence e gli rivela che lui non è altro che un Silente, il fratello di Albus Silente. L’oscuro mago è un abile manipolatore ma allo stesso Credence appare la fenice appartenente alla famiglia Silente. Il pubblico è diviso tra menzogna e realtà, vediamo quali sono le tesi a supporto di una e dell’altra ipotesi. La prima ipotesi è che la storia sia stata architettata da Grindelwald e che lui abbia provveduto a renderla vera agli occhi di Credence, di cui però non sappiamo per tutta la durata del film l’identità precisa. La seconda ipotesi è quella del fratellastro, concepito fuori dal matrimonio. Il padre di Albus, Percival, era stato spedito ad Azkaban dopo aver aggredito tre babbani che avevano a loro volta cercato di violentare la figlia Ariana. Probabilmente se c’è stato un figlio fuori dal matrimonio è stato concepito da Kendra, la madre di Silente.

L’ipotesi più intrigante invece è quella dell’obscuriale, non sappiamo molto su questa creatura, Newt ci dice che vive al massimo dieci anni. Ariana è morta all’età di 14 anni. Stiamo avanzando l’ipotesi che Ariana fosse un obscuriale, ecco perché non è andata a Hogwarts, la famiglia la teneva rinchiusa, forse ha represso la magia dopo l’aggressione? Non sappiamo infatti nemmeno che fine fa un obscuriale dopo i dieci anni, se può diventare umano o addirittura cambiare corpo. E se l’obscurus di Credence non fosse altro che lo stesso di Ariana? In parte si potrebbe giustificare la parentela, rimane un’incognita il nome, Aurelius, dato che sappiamo che la Rowling è molto appassionata di Marco Aurelio.

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