Pubblicato il 22/05/2019 Ultimo aggiornamento: 24 Maggio 2019 alle 09:39

Sondaggi europee 2019: corse di cavalli clandestine, come violano la legge

autore: Giuseppe Spadaro
Sondaggi europee 2019: corse di cavalli clandestine, come violano la legge

Sondaggi europee 2019: manca ormai pochissimo al voto di domenica 26 maggio 2019 con cui l’Italia sceglierà i propri rappresentanti al Parlamento Europeo. Tra le regole in vigore, negli ultimi 15 giorni prima delle elezioni, c’è il divieto di pubblicazione dei sondaggi.

Divieto scattato il 10 maggio e valido sino a domenica 26 maggio 2019

Come spiega l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni nei quindici giorni precedenti la data della votazione e fino alla chiusura delle operazioni di voto “è vietato rendere pubblici o, comunque, diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente a quello del divieto”.

Sondaggi europee: il divieto è scattato dalle ore 24 del 10 maggio 2019 ed è riferito a tutte le competizioni elettorali considerato che – oltre alle elezioni europee – sempre domenica 26 maggio, si terranno in molti comuni italiani le elezioni amministrative.

Sondaggi europee 2019, la protesta e la pubblicazione su Facebook

Il divieto di pubblicazione dei sondaggi ha come obiettivo quello di evitare il rischio di condizionamenti dell’elettorato. La norma intende creare le condizioni per non favorire nessun partito o nessuna forza politica. Anche se i sondaggi continuano ad essere commissionati visto che il divieto è relativo alla pubblicazione.

La differenza è che sono sono quasi esclusivamente a beneficio degli addetti ai lavori. Proprio contro questa regola ritenuta da molti eccessivamente restrittiva si batte da tempo l’esperto di comunicazione Fabrizio Rondolino, il quale pubblica regolarmente prima di ogni elezione tutti i sondaggi disponibili. In uno dei suoi ultimi post si legge: “Come sapete, penso da tempo che il divieto di pubblicare i sondaggi elettorali nelle due settimane che precedono il voto sia, oltreché un unicum tutto italiano, una solenne sciocchezza e una forma grave di discriminazione. I sondaggi infatti si continuano a fare fino all’ultimo minuto – anche i sondaggi europee – e sono a disposizione dei giornalisti, dei partiti, degli investitori internazionali, delle cancellerie straniere, delle istituzioni – tutti, tranne gli elettori, possono consultarli”.

Sondaggi pubblicati sotto mentite spoglie

C’è poi da anni un’altra consuetudine, cioè la pubblicazione dei sondaggi sotto mentite spoglie. Si travestono i sondaggi in corse di cavalli, conclave o altre ipotetiche competizioni. Il tutto è chiaramente riconducibile al voto delle elezioni europee o politiche a seconda del turno elettorale. Infatti i nomi dei leader vengono sostituiti con nomi che ne richiamano la popolarità ed il gioco è fatto.

Perciò dal 2018 il divieto è stato esteso anche per evitare queste scorciatoie vietando anche i sondaggi diffusi “facendo riferimento a gare o altre competizioni di fantasia”.

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Autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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