Crisi di governo: piano Salvini contro il M5S, ecco un retroscena

Pubblicato il 26 Agosto 2019 alle 14:29 Autore: Alessandro Faggiano

Crisi di governo: un “win-win” per Matteo Salvini, secondo fonti di via Bellerio. L’indiscrezione è stata filtrata a “il Giornale”.

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Le trattative tra M5S e PD conseguenti la crisi di governo gialloverde proseguono, anche se a rilento. La formazione del “governo giallorosso” (così denominato da molti giornalisti e opinionisti) è ancora in bilico: il nome dell’inquilino di palazzo Chigi rimane uno dei principali punti di disaccordo tra Di Maio e Zingaretti. Il capo politico dei 5 Stelle vuole mantenere Giuseppe Conte alla guida del prossimo governo, mentre il segretario dei democratici spinge per un ricambio e una riconfigurazione completa degli assetti dell’esecutivo. Ovvero: il PD non dovrà prendere necessariamente il posto dei sette ministri leghisti, bensì riassegnare i dicasteri in funzione di un nuovo accordo di governo.

Nell’attesa della fumata bianca (o nera) del governo giallorosso, dalle parti di via Bellerio viene filtrato (attraverso “il Giornale”) il “piano” di Matteo Salvini.

L’attuale crisi di governo, secondo la fonte leghista, mette Di Maio a un bivio, nel quale non ci sono – almeno per il leader politico del 5 Stelle – scelte realmente vincenti o che possano pregiudicare il carroccio.

Crisi di governo: un “win-win” per Matteo Salvini

Secondo la ricostruzione della fonte leghista, la decisione di rompere con il Movimento 5 Stelle e aprire la crisi di governo è un gioco “win-win”. Ovvero, tanto che si formi un governo tra dem e pentastellati, tanto in caso di ritorno immediato alle urne o di un gialloverde bis, Salvini ne uscirebbe comunque rafforzato e vincitore. Partendo dall’ipotesi della celebrazione di una maggioranza alternativa, la Lega giocherebbe nel ruolo solitamente più consono per incamerare consensi elettorali: come principale partito d’opposizione.

Considerati i trascorsi non idilliaci non solo tra la dirigenza di PD e M5S, ma tra gli stessi militanti delle due formazioni politiche, molti delusi pentastellati, indecisi o astenuti potrebbero volgere lo sguardo verso il carroccio. Secondo la previsione della fonte leghista. Riportando testualmente le parole riprese dal Giornale: “noi siamo anche abituati a stare all’opposizione. Lo facciano sto mostro di governo. E poi che fanno? Riaprono i porti? Rifermano le opere? Rimettono le mani nelle tasche degli italiani? Ribloccano l’autonomia? Benissimo: prima o poi alle urne andiamo all’incasso con percentuali stellari.”

Lo scenario in cui nulla cambia affinché tutto cambi

C’è anche la possibilità – seppur in questo momento remota – di un governo gialloverde bis. In questo caso, non cambierebbero gli schieramenti che sostengono l’esecutivo, ma sì cambierebbero radicalmente i rapporti di forza. In questo scenario, Salvini potrebbe applicare la tagliola sui ministri pentastellati più critici verso il carroccio. Parliamo dei soliti noti Toninelli alle Infrastrutture e Trasporti, Trenta alla Difesa, Costa all’Ambiente.

Infine, qualora proseguisse l’impasse e non si riuscisse a trovare una soluzione in tempi rapidi, Mattarella opterà per un governo di garanzia elettorale, che per l’appunto garantisca un ritorno rapido alle urne. Anche in quel caso, Salvini avrebbe la sua vittoria: il ministro dell’Interno che forza – in maniera più o meno diretta – le elezioni anticipate. E secondo la quasi totalità degli istituti demoscopici, delle elezioni anticipate potrebbero consegnare il Paese a un solidissimo asse sovranista Lega – Fratelli d’Italia, isolando lo stesso patriarca del centrodestra della seconda Repubblica, Silvio Berlusconi.

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L'autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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