Pubblicato il 07/09/2019

Buoni fruttiferi postali cointestati e Isee 2019: come sapere se inserirli

autore: Guglielmo Sano
Buoni fruttiferi postali cointestati e Isee 2019: come sapere se inserirli

Anche i buoni fruttiferi postali fanno parte del patrimonio mobiliare, dunque, vanno a incrementare l’indice Isee (non solo di chi li sottoscrive) di una famiglia.

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Buoni fruttiferi postali e Isee: cosa c’è da sapere

La dichiarazione Isee, o per meglio dire la DSU (Dichiarazione sostitutiva unica), è un indicatore della situazione economica e patrimoniale di un nucleo familiare. Tra la DSU e la dichiarazione dei redditi c’è una differenza fondamentale da tenere sempre a mente: se nella dichiarazione dei redditi vanno inseriti sostanzialmente i guadagni, nell’indice Isee dovranno comparire anche i beni immobili, quelli mobili (auto e moto per esempio), così come gli strumenti di risparmio e finanziari nelle possibilità di ciascun componente del nucleo.

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Infatti, si arriva alla formazione dell’Isee considerando innanzitutto due sotto indicatori, cioè l’ISR che riguarda la situazione reddituale e l’ISP relativo a quella patrimoniale: insieme questi formano l’ISE, che rapportato a una scala di equivalenza che varia in base alla conformazione del nucleo familiare (numero di componenti, presenza di minori, etc..) diventa, appunto, l’Isee. Quindi, conti corrente, libretti, azioni, obbligazioni e naturalmente buoni fruttiferi postali dovranno essere indicati nella dichiarazione Isee. Da precisare, allora, che i buoni fruttiferi entrano nella dichiarazione Isee – per il valore alla data del 31 dicembre di ciascun anno – anche se sottoscritti da una persona esterna al nucleo e se intestati a un minorenne.

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I buoni cointestati vanno a incrementare l’Isee?

In generale, la risposta a questa domanda è: sì. Tuttavia, ai fini Isee è necessario dichiarare solo ciò che si ha nelle proprie effettive disponibilità: quindi, se i buoni cointestati non sono materialmente in possesso di chi è tenuto a presentare la dichiarazione Isee – per cui di fatto non possono essere incassati – non vige alcun obbligo di indicazione nella DSU.

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Autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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