Conto corrente 2019: truffe online, come difendersi. Il vademecum

Pubblicato il 7 Novembre 2019 alle 11:54
Aggiornato il: 8 Novembre 2019 alle 16:40
Autore: Daniele Sforza
Conto corrente 2019 truffe online
Conto corrente 2019: truffe online, come difendersi. Il vademecum

Il conto corrente dei contribuenti italiani è spesso bersaglio dei pirati informatici, il cui fine è quello di sottrarre dati personali e informazioni sensibili in modo da accedere al conto corrente e prelevare i soldi o effettuare operazioni tramite esso. Abbiamo spesso parlato in questo sito delle varie truffe online che colpiscono i conti correnti e continuiamo a farlo perché – repetita iuvant più si va avanti, più le truffe diventano sofisticate e difficili da scoprire.

Conto corrente: le truffe più recenti e più comuni

Le truffe colpiscono gli utenti degli istituti bancari più importanti, ma anche i clienti delle carte di credito. Non a caso, qualche tempo fa, Unicredit ha denunciato il caso di un accesso non autorizzato in un file datato 2015 contenente alcune informazioni personali dei propri clienti (generalmente nominativi e residenze), ma fortunatamente non password e codici di accesso. Al tempo stesso è notizia recente la falla di Mastercard prontamente utilizzata da alcuni hacker per prelevare informazioni di migliaia e migliaia di clienti in Germania.

Quali sono le truffe online più comuni? Il phishing, senza alcun dubbio, ovvero quella pratica truffaldina che consiste nell’invio di una e-mail al cliente di una banca (ma non solo) nella quale si invita il cliente stesso a fornire i propri dati per via di un’urgenza (sblocco di un bonifico, oppure problema di sicurezza). La mail ricalca in tutto e per tutto lo stile grafico del sito ufficiale in questione, che può essere per l’appunto quello di una banca o quello delle Poste, per fare i due esempi più comuni. È questo ciò che convince il cliente a rispondere alla richiesta pensando si tratti di un atto lecito.

Lo smishing è un altro tipo di truffa che è pressoché simile al phishing, ma utilizza un altro canale di comunicazione: gli sms. In questi di solito si rivelano link che rimandano a pagine clone truffaldine, nelle quali viene richiesto di fornire i propri dati.

Da non dimenticare anche un’altra truffa che sta prendendo quota negli ultimi tempi e che corrisponde al nome di Sim Swap Fraud. Si tratta di una truffa un po’ più sofisticata delle altre, che può funzionare solo se si riesce a ottenere un sim sostitutiva della vittima, che consente di aggirare l’operatore bancario e avere a disposizione i codici di accesso al conto bancario. Ne abbiamo parlato più nel dettaglio in questo articolo.

Cosa fare per tutelarsi

Cosa fare per tutelarsi? Mai cliccare su link o reindirizzamenti a pagine esterne e mai fornire i propri dati, men che meno quelli di accesso al proprio home banking o conto corrente. La banca (ma anche le Poste, l’Agenzia delle Entrate e altri enti) non richiederebbero mai di comunicare i propri dati personali utilizzando questi mezzi. Quindi, nel caso si ricevano mail sospette e si abbiano dei dubbi sulla veridicità delle stesse, è sempre meglio contattare l’ente di riferimento per capire se la comunicazione sia stata inviata proprio da loro. In primis perché almeno sarete rassicurati sulla frode in corso, evitando così spiacevoli sorprese, ma anche perché così avvertirete anche gli enti stessi che potranno pubblicare comunicati a riguardo mettendo in allerta tutti gli altri clienti.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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