Come scrivere un CV. Inserire la data di nascita, ne vale la pena oppure no?

Pubblicato il 13 Novembre 2019 alle 16:08
Aggiornato il: 21 Novembre 2019 alle 12:21
Autore: Redazione
curriculum vitae
Come scrivere un CV. Inserire la data di nascita, ne vale la pena oppure no?

L’inserimento dei dati personali nel proprio curriculum vitae può variare da curriculum a curriculum. Per alcune aziende, è indispensabile possedere tutti i dati del candidato, mentre altre aziende tendono a sorvolare su alcuni dettagli, senza richiederli obbligatoriamente tutti.

Un dato in particolare però risulta controverso quando si va a scrivere il curriculum vitae, ossia la data di nascita (oppure l’età diretta), che comunemente viene inserita ma che fa sempre sorgere qualche dubbio.

Proviamo a rispondere a questo problema.

Il problema dell’età: la possibile discriminazione

Non esistono altri problemi nell’inserimento dell’età nel CV, se non quello della discriminazione. Partiamo dal presupposto che anche il mondo del lavoro richiede una selezione in base all’età: ciò non è applicabile a qualsiasi lavoro, ma molti impieghi sono adatti soltanto a determinate fasce d’età.

Sussiste, quindi, il problema della discriminazione, tale per cui un candidato potrebbe essere escluso o scartato proprio a causa della data di nascita. È un problema da non sottovalutare, e che coinvolge una larga schiera di utenti in cerca di lavoro.

Dunque, quando è opportuno inserire e quando è opportuno evitare l’inserimento della data di nascita?

Quando inserire e quando non inserire la data di nascita nel CV

In linea di massima, nel mercato del lavoro in Italia è usanza inserire la data di nascita nel CV, ma c’è comunque un limite. Se siete candidati tra i 18 e i 40 anni, non dovreste avere alcun problema nella scrittura della data di nascita. Prima e dopo questi limiti d’età, potrebbero sorgere alcuni problemi ed in questi casi è meglio evitare.

Negli U.S.A. e in Canada, per esempio, l’inserimento della data di nascita è fortemente sconsigliato e, anzi, risulta addirittura controproducente perfino per i datori di lavoro stessi.

Tornando nel nostro Paese, è comunque sconsigliato inserire la data di nascita, per un semplice motivo: qualora la vista del datore di lavoro dovesse cadere sulla vostra età, lo distrarrebbe in favore di altri elementi superflui ed inutili.

curriculum vitae
Fonte resumedia international

I benefici nell’evitare la data di nascita nel CV

Tra i benefici, segnaliamo senza dubbio:

  • l’abbattimento della possibilità di creare un pregiudizio nel recruiter, dovuto appunto all’età;
  • un’attenzione del recruiter volta ad elementi davvero rilevanti, come esperienze, traguardi accademici ed educazionali  e  competenze
  • la liberazione dello spazio per altri eventuali dati, come ad esempio un link al profilo LinkedIn;

Far risaltare il CV a prescindere dall’età? Si può

L’aspetto più importante da comprendere nella scrittura del CV è che esso può spiccare e risaltare a prescindere dall’età del candidato.

Qui alcuni consigli.

  1. Dare grande rilevanza alle esperienze. Le esperienze mettono d’accordo un po’ tutti: che si sia molto giovani, oppure di età più avanzata, possedere importanti esperienze risulterà un pregio formidabile.
  2. Elencare competenze ed esperienze in ordine cronologico inverso. Se non si inserisce la data di nascita, si può comunque inserire ogni esperienza (o competenza assunta) in ordine cronologico inverso, magari segnando l’anno in cui è stata svolta l’attività rilevante più recente andando poi a ritroso nel tempo fino alla meno recente.
  3. Allegare riconoscimenti e obiettivi raggiunti. Per rafforzare ulteriormente l’ esperienza si potrebbe allegare al CV attestati di riconoscimento, premi carriera e quant’altro. Per apparire come si è davvero: persone competenti e con un grande bagaglio di esperienza sulle spalle, a prescindere dall’età

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