Acconto cedolare secca 2020: novità nel decreto fiscale e cosa cambia

Pubblicato il 15 Novembre 2019 alle 10:01
Aggiornato il: 17 Novembre 2019 alle 09:51
Autore: Daniele Sforza
Acconto cedolare secca 2020
Acconto cedolare secca 2020: novità nel decreto fiscale e cosa cambia

Con la Risoluzione n. 93/E del 12 novembre, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito ai versamenti dell’acconto Irpef, Ires e Irap nonché a quello relativo alla cedolare secca, dopo i cambiamenti apportati dal Decreto Fiscale 2020. Andiamo a vedere cosa dice il testo e quali sono le principali novità sulla questione.

Acconto cedolare secca 2020: i chiarimenti nella Risoluzione dell’AdE

L’Agenzia delle Entrate spiega che l’articolo 58 del DL n. 124/2019 (Decreto fiscale) prevede che a partire dal 27 ottobre 2019, ovvero la data in cui entra in vigore il succitato decreto legge), per alcuni soggetti “i versamenti di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e dell’imposta sul redito delle società, nonché quelli relativi all’imposta regionale sulle attività produttive sono effettuati […] in due rate ciascuna nella misura del 50%, fatto salvo quanto eventualmente già versato per l’esercizio in corso con la prima rata di acconto con corrispondente rideterminazione della misura dell’acconto dovuto in caso di versamento unico”.

Versamento acconti Irpef, Ires e Irap: nuove regole, ecco per chi

Ciò significa che le due rate relative agli acconti Irpef, Ires e Irap, anziché essere del 40% e del 60% com’è adesso, diventeranno entrambe del 50%.

Tali disposizioni si applicano ai soggetti che:

  • Esercitano in forma di impresa o di lavoro autonomo le attività economiche per le quali sono stati approvati gli ISA;
  • Dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun ISA, dal relativo DM di approvazione;
  • Applicano il regime forfettario agevolato;
  • Applicano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità;
  • Determinano il reddito con altre tipologie di criteri forfettari;
  • Ricadono nelle altre cause di esclusione degli ISA.

Acconto cedolare secca: rimodulazione, per cosa vale

La rimodulazione del versamento degli acconti nel 2020 si applica anche all’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap dovuta dai contribuenti che si avvalgono di forme di determinazione del reddito con criteri forfettari; nonché alla cedolare secca sul canone di locazione, all’imposta dovuta sul valore degli immobili situati all’estero (IVIE) o sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE).

Infine si rende noto che per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, è fatto salvo il versamento dell’eventuale prima rata di acconto ed è dovuta la seconda rata al 50%, quindi l’unico versamento nella misura del 90%. “Per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019”, conclude l’Agenzia delle Entrate nella sua recente Risoluzione, “la seconda rata di acconto è dovuta in ogni caso nella misura del 50%, a prescindere dalla data di versamento della prima rata nella misura del 40%; quando invece l’acconto è dovuto in unica soluzione, la misura è del 90%”.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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