Bonus Renzi 80 euro 2020: cosa cambia e novità in Manovra

Pubblicato il 16 Novembre 2019 alle 15:56 Autore: Guglielmo Sano
Banconote di vari tagli
Bonus Renzi 80 euro 2020: cosa cambia e novità in Manovra

Uno dei principali obiettivi della prossima Legge di Bilancio è certamente quello di ridurre le tasse sul lavoro dipendente. E nel quadro del taglio del cuneo fiscale potrebbe essere modificato anche il Bonus Renzi.

Bonus Renzi: quali le ipotesi al vaglio dell’esecutivo?

Estenderlo, ridurne la portata, aumentarne di importo, trasformarlo in agevolazione fiscale: sono tantissime le ipotesi messe sul tavolo dei tecnici gialloverdi prima e giallorossi poi negli ultimi mesi a proposito del Bonus di 80 euro che compare nella busta paga dei lavoratori dipendenti con redditi fino a 26.600 dai tempi del Governo Renzi. Tuttavia, almeno finora, non si è andati molto oltre il livello dei ragionamenti teorici. Non è dunque chiaro se il bonus sarà o meno rimodulato e, qualora lo fosse alla fine, in che modo.

Per esempio, per un certo periodo ha preso quota nel dibattito sulla misura la possibilità di estenderlo anche agli incapienti, ossia a quella categoria di lavoratori con reddito inferiore alla soglia minima per vedersi riconosciuto il bonus. Era stata anche avanzata l’ipotesi di erogarlo fino ai 35mila euro di reddito. Infine, altra possibilità velocemente accantonata, pare sia stato vagliata la trasformazione in un’agevolazione fiscale a favore delle famiglie con figli (chiaro che a quel punto i lavoratori dipendenti senza prole sarebbero stati penalizzati).

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Trasformazione in detrazione d’imposta?

Ora, nel caso in cui si scelga di erogare il bonus Renzi anche agli incapienti, cioè i lavoratori con reddito pari o inferiore agli 8mila euro, difficilmente gli 80 euro saranno percepiti anche da coloro che superano l’attuale tetto massimo di 26.600 euro. Invece, se alla fine sarà previsto di erogare il bonus anche ai lavoratori con redditi fino a 35mila euro, sarà improbabile che gli incapienti riceveranno gli 80 euro in busta paga. Se poi si scegliesse di percorrere la strada della trasformazione da credito fiscale a detrazione d’imposta, la somma degli 80 euro non sarebbe più una somma netta in aggiunta allo stipendio ma un importo che andrebbe ad abbassare le tasse a carico del lavoratore (andando a diminuire il peso dell’Irpef).

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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