Bollette a 28 giorni: rimborso eredi, quando hanno diritto

Pubblicato il 19 Novembre 2019 alle 10:02
Aggiornato il: 20 Novembre 2019 alle 11:16
Autore: Daniele Sforza
Bollette a 28 giorni rimborso eredi
Bollette a 28 giorni: rimborso eredi, quando hanno diritto

Continuano a far discutere i rimborsi relativi alle bollette a 28 giorni, ma anche a generare domande e dubbi su alcune questioni. Ad esempio, il rimborso spetta anche agli eredi del titolare della bolletta a 28 giorni oppure no? Innanzitutto è necessario precisare che l’Agcom ha stabilito che i rimborsi sulle bollette a 28 giorni devono essere automatici. Ciò significa che non andrebbe fatta alcuna richiesta, né compilato nessun modulo, perché i rimborsi dovrebbero essere accreditati automaticamente, scalandoli dalla bolletta della linea telefonica che era stata soggetta alla fatturazione a 28 giorni.

Attivato il servizio per richiedere il rimborso della fatturazione 28 giorni

Bollette a 28 giorni: i rimborsi devono essere automatici

C’è però da dire che le compagnie telefoniche stanno facendo di tutto per evitare i rimborsi automatici in bolletta. Ci hanno provato con formule compensative, contro le quali però diverse associazioni dei consumatori si sono pronunciate affermando che quanto offerto non sarebbe riuscito a compensare adeguatamente i consumatori. Quindi hanno proseguito pubblicando appositi moduli di richiesta o promuovendo ricorsi presso i canali conciliativi. Peccato che l’Agcom abbia istituti sull’automatismo dei rimborsi e la questione risulta non ancora completamente non risolta.

Sanzioni Agcom per mancato rimborso degli operatori

Il rimborso spetta anche agli eredi?

Tornando alla questione in oggetto, ovvero se il rimborso spetta anche agli eredi, importanti chiarimenti sono stati forniti da Valentina Masciari di Konsumer Italia sulle pagine del Salvagente.  Gli eredi possono avere il rimborso, intestando a sé la linea e si ha diritto “come erede a ottenere il rimborso”. Rispondendo però a una utente erede di un ex cliente titolare di un vecchio contratto, Masciari ha affermato che su questo tipo di casi l’Agcom non si è ancora espressa e si attendono direttive. In ogni caso, “gli importi a debito vengono richiesti dai gestori agli eredi, quindi perché per quelli a credito dovrebbe variare il principio?”.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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