Conto corrente: estinzione prima della morte e successione, come funziona

Pubblicato il 22 Novembre 2019 alle 09:16 Autore: Daniele Sforza
Conto corrente estinzione prima della morte
Conto corrente: estinzione prima della morte e successione, come funziona

Spesso nelle famiglie sorgono problemi giudiziari correlati ai soldi e al conto corrente di un parente stretto defunto. Uno dei casi più comuni riguarda l’estinzione del conto corrente poco prima della morte da parte del titolare, magari un vecchio padre che, secondo i figli, viene spinto da un terzo soggetto a chiudere il conto corrente e a distribuire le sue risorse in altro modo piuttosto che darli ai suoi legittimi eredi. Insomma, il meccanismo ereditario cambia all’ultimo minuto e gli ex eredi non ci stanno. Cosa si può fare? Come funziona la successione in questo caso?

Conto corrente chiuso prima di morire: cosa succede

Uno dei casi più frequenti riguarda la chiusura del conto corrente da parte del suo titolare. Ciò avviene poco prima che il soggetto passi a miglior vita. La decisione è stata comunque presa dal titolare, magari su pressioni di un terzo, possono sospettare gli eredi. L’unica cosa che si potrebbe fare in questi casi è dimostrare che il titolare del conto corrente, al momento del prelievo e della chiusura del conto, fosse incapace di intendere e di volere. Ciò perché se il soggetto è il titolare di un conto, ne fa ciò che vuole, a meno che gravi su di lui una condizione psicofisica tale da debilitare anche la legittimità delle sue azioni.

La quota di legittima

Qualora invece i soldi siano stati prelevati e redistribuiti a mo’ di eredità a un soggetto terzo, allora si può agire sulla violazione relativa alle quote di legittima degli altri eredi (ovvero la quota che per legge deve essere lasciata ai familiari più stretti). Come spiega La Legge Per Tutti, però, “se la consegna della somma è avvenuta in contanti, sarà estremamente difficile dimostrare tale situazione” perché “l’onere della prova è in capo agli eredi” e così, se non si hanno dalla propria parte valide dimostrazioni, sarà pressoché impossibile recuperare i soldi.

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Conto corrente cointestato: prelievo dall’altro titolare, cosa si può fare

Se invece il conto corrente è stato chiuso direttamente da un soggetto terzo, perché cointestatario, o comunque avente diritto di agire sul conto stesso, e quindi sia stato effettuato il prelievo di tutto il denaro da questi, allora si apre un altro scenario e si deve capire cosa prevede un C/C cointestato e da dove proviene la liquidità che va a riempire il conto. Se quest’ultima è solo di uno dei due titolari e il soggetto terzo ha solo lo scopo di aiutare l’altro – perché anziano o perché fatica a deambulare – alla gestione, allora il denaro dovrà essere restituito. Nel caso in cui le somme appartengano anche a chi ha effettuato il prelievo, questi dovrà restituire la metà di quanto prelevato o la differenza rispetto alla quota parte spettante. La giustificazione riguardante l’utilizzo di quei soldi per la realizzazione delle spese funerarie non è valida, poiché queste ultime sono da ripartire tra tutti gli eredi.  

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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