Congedo di paternità 2019: riposi giornalieri, le istruzioni amministrative

Pubblicato il 22 Novembre 2019 alle 12:12 Autore: Guglielmo Sano
Mamma papà e figlio
Congedo di paternità 2019: riposi giornalieri, le istruzioni amministrative

Congedo di paternità: una recente circolare Inps fornisce degli importanti chiarimenti a proposito di riposi giornalieri per il padre durante il periodo di maternità spettante, ovviamente, alla madre.

L’Inps sceglie di modificare il proprio indirizzo per quanto riguarda permessi e riposi giornalieri a disposizione del padre durante il periodo di maternità. Attualmente, la normativa permette a un papà di fruire di permessi e riposi giornalieri nel caso in cui i figli siano affidati solo a lui oppure in alternativa alla mamma che non se ne avvale, se la madre non è una lavoratrice dipendente o in caso di grave infermità o morte della madre.

Ora, le nuove disposizioni Inps intervengono sul secondo punto: l’utilizzo dei riposi e dei permessi giornalieri da parte del padre lavoratore dipendente in alternativa alla madre che non se ne avvale. Quindi, l’ente previdenziale ha chiarito che il congedo di paternità è fruibile insieme all’indennità di maternità ma solo se la madre è una lavoratrice autonoma. In buona sostanza, se la madre è una lavoratrice autonoma, il padre lavoratore dipendente può usufruire di permessi e riposi giornalieri in modo contestuale e non per forza alternativo.

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Riposi e permessi solo con madre “autonoma”

Finora il papà poteva usufruire di permessi e riposi giornalieri solo in alternativa alla madre, tuttavia, anche la Cassazione nel 2018 aveva stabilito come il congedo di paternità spettasse a prescindere dall’indennità di maternità sfruttata da una lavoratrice autonoma. Detto ciò, il congedo per i papà rimane incompatibile con l’indennità di maternità di una lavoratrice dipendente: i due genitori lavoratori dipendenti potranno continuare a usufruire di riposi giornalieri e permessi solo alternativamente.

Da ricordare che il datore di lavoro deve garantire due periodi di riposo giornaliero nel primo anno di vita del bambino: ogni periodo di riposo dura un’ora, è possibili anche cumularli nella stessa giornata. È concesso un solo periodo di riposo se l’orario lavorativo è inferiore alle 6 ore, il periodo dura mezz’ora se il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori una struttura di ricezione per i bambini nella stessa unità produttiva o vicino a essa. Tali periodi sono a tutti gli effetti considerati ore lavorative.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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