Aumento stipendio medici e veterinari 2020: importo e quanto spetta

Pubblicato il 27 Novembre 2019 alle 12:52
Aggiornato il: 28 Novembre 2019 alle 16:41
Autore: Daniele Sforza
monete
Aumento stipendio medici e veterinari 2020: importo e quanto spetta

Alla fine dell’anno, il modo migliore per brindare all’anno nuovo è augurarsi un aumento dello stipendio in busta paga. E i professionisti del comparto sanitario potranno farlo, visto che per il 2020 è in arrivo proprio un aumento stipendio per medici, veterinari e per gli altri professionisti del sistema sanitario nazionale. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato lo scorso 21 novembre 2019 il nuovo contratto dei medici, che entrerà in vigore a partire da gennaio-febbraio del prossimo anno.

Cristina Chiabotto: evasione fiscale e 2,5 milioni di debiti col fisco

Aumento stipendio medici, veterinari e professionisti SSN: gli importi 2020

Stando a quanto riporta Andrea Filippi, segretario nazionale di FP Cgil Medici e Dirigenti SSN, saranno circa 130 mila le persone che sulla busta paga mensile riceveranno 125 euro in più, a cui si aggiungono altri 75 euro correlati alla parte accessoria. Sottoscritto lo scorso 24 luglio, “il contratto ha iniziato la valutazione da parte dei ministeri, a partire dal Mise dove è rimasto più a lungo di quanto speravamo”, ha affermato Filippi. Dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri e dalla Ragioneria generale dello Stato, il testo finirà sotto la lente della Corte dei Conti, dalla quale però non dovrebbero arrivare sorprese. Ultimo step sarà la convocazione presso l’Aran per apporre la firma definitiva, che dovrebbe esserci a metà dicembre.

Bonus busta paga 2020: le due ipotesi

Aumento stipendio medici 2020: in arrivo anche gli arretrati

Se la tabella di marcia sarà rispettata, l’aumento stipendio in busta paga, congiuntamente agli arretrati (“circa 5 mila euro a professionista”, rivela Filippi) dovrebbe arrivare già a gennaio, al più tardi nel mese di febbraio. Il contratto, si ricorda, vale per il triennio 2016-2018, ma si è già al lavoro per il contratto del triennio successivo (2019-2021). “Una volta riavviata la macchina fisiologica dei rinnovi contrattuali triennali possiamo dare dignità ai lavoratori coprendo con gli aumenti almeno l’inflazione”, ha concluso il sindacalista.

Hai suggerimenti o correzioni da proporre?
Scrivici a
[email protected]

L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
Tutti gli articoli di Daniele Sforza →