Elezioni Regno Unito 2019: candidati, sondaggi e situazione Brexit

Pubblicato il 8 Dicembre 2019 alle 15:10
Aggiornato il: 3 Gennaio 2020 alle 18:45
Autore: Alessandro Faggiano

Elezioni Regno Unito 2019: candidati, sondaggi e situazione Brexit. Attualmente, Boris Johnson gode di un vantaggio di circa 10 punti sul laburista Corbyn.

Elezioni Regno Unito 2019 candidati, sondaggi e situazione Brexit
Elezioni Regno Unito 2019: candidati, sondaggi e situazione Brexit

Mancano pochi giorni a una delle tornate elettorali più importanti dell’anno: il 12 dicembre si torna al voto nel Regno Unito per le elezioni generali. Al centro della contesa, ovviamente, il Brexit. Facciamo il punto della situazione sui partiti in gioco, i leader politici, gli ultimi sondaggi e le posizioni sulla Brexit.

Ricordiamo che c’è stata l’ennesima proroga: ci sarà tempo fino a fine gennaio per trovare un accordo con l’Unione Europea e formalizzarlo nel Parlamento britannico.

Boris Johnson è il gran favorito per queste elezioni nel Regno Unito. Segue Corbyn

L’attuale primo ministro Boris Johnson è il gran favorito: i conservatori dovrebbero superare il 40% dei consensi, piazzandosi così davanti a tutti. Johnson ha puntato tutto su una nuova tornata elettorale per poter ottenere finalmente una maggioranza solida e sufficiente per approvare l’ultimo accordo di Brexit con l’Unione Europea. Un hard brexit pattato che sembra convincere una gran parte dell’elettorato.

In seconda posizione troviamo i laburisti di Jeremy Corbyn. Il labour party viaggia attorno al 30% delle preferenze. Un distacco decisamente importante che difficilmente potrà essere colmato negli ultimi intensi giorni di campagna elettorale. Corbyn si affiderebbe a una soft brexit, ovvero: cercare un accordo completo con l’Unione Europea per mantenere buona parte dei rapporti commerciali e politici già stabiliti.

I lib-dem (acerrimi nemici di Johnson) non vogliono la brexit

In terza posizione troviamo i liberaldemocratici (comunemente conosciuti come lib-dem) di Jo Swinson. I lib-dem potrebbero ottenere il 15% dei consensi. Un risultato che potrebbe incidere pesantemente sulla maggioranza parlamentare. I lib-dem si sono infatti aperti a Corbyn per evitare l’hard brexit voluta da Boris Johnson.

Tra i principali partiti britannici con concrete possibilità di ottenere rappresentazione parlamentare troviamo anche il Brexit Party di Nigel Farage. Lo storico eurodeputato – famoso per le sue invettive lanciate da Bruxelles e Strasburgo – vuole una brexit senza accordo. Il Brexit Party potrebbe sostenere Johnson, qualora si dessero i numeri per una maggioranza conservatrice. Il BP viene dato al 5%.

Borderline il Partito Nazionale Scozzese e i Verdi

Tra le altre forze in gara troviamo il Partito Nazionale Scozzese, che è dato al 4%, ma, per via di una maggiore concentrazione del suo elettorato, dovrebbe riuscire a portare a casa tra i 40 e i 50 seggi. Vi sono poi i Verdi, che potrebbero competere per due o tre seggi, ma per la teoria del voto utile potrebbero subire un contraccolpo giusto sulla linea d’arrivo.

Quando si vota, tendenza e magic number

Le urne saranno aperte il 12 dicembre dalle 7:00 alle 22:00 ora locale (quindi 8:00-23:00 ore italiane). Il magic number (ovvero, quello che garantisce la maggioranza assoluta) è fissato a 326. Secondo la tendenza mostrata dagli istituti demoscopici, sia i conservatori che i labour sono in fase ascendente, mentre calano i lib-dem e la compagine di Farage. Quest’ultimo ha deciso di competere solo in alcune circoscrizioni per evitare di disperdere il voto. Una strategia che favorirebbe, così, il partito conservatore guidato dall’attuale primo ministro Boris Johnson.

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TP coprirà l’intera giornata elettorale fin dal mattino. Seguici per tutti gli aggiornamenti, dai primi dati sull’affluenza fino ai risultati e agli scenari.

Una precedente versione di questo articolo affermava che il Partito Nazionale Scozzese non avrebbe conquistato seggi alla Camera dei Comuni. Si è trattato di un errore di cui ci scusiamo.

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L'autore: Alessandro Faggiano

Caporedattore di Termometro Sportivo e Termometro Quotidiano. Analista politico e politologo. Laureato in Relazioni Internazionali presso l'Università degli studi di Salerno e con un master in analisi politica conseguito presso l'Universidad Complutense de Madrid (UCM).
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