Rimborsi bollette pazze in Manovra 2020, ecco a chi spettano gli interessi

Pubblicato il 11 Dicembre 2019 alle 11:38
Aggiornato il: 3 Gennaio 2020 alle 18:43
Autore: Daniele Sforza

Arrivano i rimborsi bollette pazze grazie a un emendamento alla Manovra 2020: ecco come funzionano i risarcimenti e a chi spettano.

Presa elettrica
Rimborsi bollette pazze in Manovra 2020, ecco a chi spettano gli interessi

Rimborsi bollette pazze: interessi alle vittime delle fatture irregolari emesse dalle società di gestione di servizi di energia elettrica, acqua, gas, internet e telefonia; questa la misura prevista nella Manovra 2020 approvata di recente dalla commissione Bilancio del Senato. Ecco cosa dice l’emendamento relativo ai risarcimenti immediati agli utenti.

Rimborsi bollette 2020: emendamento anti fatture pazze

Spesso diversi utenti lamentano di ricevere bollette non corrispondenti alla realtà dei consumi effettivi. Capita sovente quando l’importo stampato sulla bolletta risulta essere troppo alto, comunque eccessivo rispetto al consumo effettivo o ai pagamenti effettuati nei mesi addietro, senza che ci siano stati cambiamenti nell’utilizzo dei consumi domestici. Il provvedimento che dovrebbe entrare in vigore nel 2020 andrà dunque a tutelare i consumatori e a obbligare le società responsabili delle bollette pazze a un risarcimento immediato tramite due principali modalità: lo storno in fattura o il versamento sul conto.

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Come funziona il risarcimento?

Infatti, stando all’emendamento incluso in Manovra 2020, gli utenti che si vedono recapitare le cosiddette bollette “pazze”, ovvero irregolari dai gestori di servizi di telefonia, gas, acqua e internet, avranno diritto a un rimborso, vale a dire alla restituzione del pagamento non dovuto ma comunque effettuato, oltre agli interessi, che corrispondono in realtà a una sorta di penalizzazione, equivalente a un 10% dell’importo erroneamente pagato.

Insomma, come si legge nella proposta di modifica approvata, le società responsabili delle bollette irregolari saranno tenute non solo a rimborsare le somme versate ma non dovute, ma anche a offrire una somma “pari al 10% dell’ammontare contestate e non dovuto e, comunque, per un importo non inferiore a 100 euro”.

Per ciò che concerne le modalità di rimborso, queste possono espletarsi tramite “storno nelle fatturazioni successive” oppure tramite apposito “versamento” sul conto dell’utente.

Ci sono poi altre novità che potrebbero presto concretizzarsi, una di queste riguarda il rafforzamento dei poteri della Consob nei confronti delle truffe online, con particolare focus in alcuni dei settori più toccati.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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