Elezioni Gran Bretagna 2019: come cambia lo scenario per la Brexit

Pubblicato il 13 Dicembre 2019 alle 18:54
Aggiornato il: 3 Gennaio 2020 alle 18:41
Autore: Giuseppe Spadaro

Elezioni Gran Bretagna 2019: come cambia lo scenario per la Brexit? Le parole di Boris Johnson: “Realizzerò la Brexit entro gennaio, senza se e senza ma”

Immagine di Boris Johnson durante un incontro ufficiale
Elezioni Gran Bretagna 2019: come cambia lo scenario per la Brexit

Elezioni Gran Bretagna 2019: dopo avervi raccontato nella nostra diretta come è andato il voto in Gran Bretagna con la schiacciante vittoria dei conservatori di Boris Johnson proviamo a capire in che modo l’esito elettorale cambia o modifica lo scenario per la Brexit.

Leader dei Tories Boris Johnson: “Brexit entro gennaio”

Di sicuro, come rilevato da tutti gli osservatori, la maggioranza conquistata dai Tories (hanno una maggioranza larghissima) avvicina dal punto di vista dei tempi la Brexit. Lo ha dichiarato lo stesso leader conservatore Boris Johnson commentando la vittoria: “Con questo mandato finalmente realizzeremo la Brexit”. “Metterò la parola fine a tutte le assurdità di questi tre anni e realizzerò la Brexit entro gennaio, senza se e senza ma”, ha affermato il leader politico. “È la più grande vittoria dagli anni 80, quando molti di voi non erano neanche nati”. “Adesso uniamo il Paese”. Johnson ha rivolto un ringraziamento speciale a coloro che hanno votato i Tories “per la prima volta!”.

Elezioni Gran Bretagna 2019, cosa potrà succedere nei prossimi mesi

Il primo termine per la Brexit è dunque quello del 31 gennaio 2020. Ma l’intero 2020 sarà determinante come arco temporale per definire il termine della cosiddetta fase di regime transitorio. Sul punto Il Sole 24 Ore ha dato spazio all’opinione di Daniele Vernazza, capo economista internazionale di UniCredit, secondo cui«l’incertezza sulla Brexit continuerà».

Stando a quanto dichiarato dall’economista dato che l’accordo proposto dal premier Boris Johnson «copre solo la separazione dall’Unione europee, che non è che il primo passo» c’è la possibilità che «i negoziati sulle future relazioni non sono nemmeno cominciati e probabilmente dureranno anni». A questo punto e in caso di persistente difficoltà a raggiungere intese in ambito soprattutto commerciale ma anche giuridico e normativo si apre la possibilità del cosiddetto No Deal Brexit. Ovvero la possibilità di una uscita del Regno Unito senza accordo.

I primi passi sul doppio versante faranno capire le reali intenzioni. In ogni caso non è neanche esclusa la possibilità di prorogare il periodo transitorio, a seguito della conferma ufficiale della Brexit entro fine gennaio, per facilitare l’individuazione di una intesa tra Regno Unito e Unione Europea.

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L'autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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