Patentino per cani pericolosi 2020: razze incluse e come farlo

Pubblicato il 16 Gennaio 2020 alle 15:50
Aggiornato il: 18 Gennaio 2020 alle 19:08
Autore: Guglielmo Sano

A Milano si sta valutando la possibilità di prevedere un patentino per cani di alcune razze ritenute potenzialmente pericolose

Pitbull
Patentino per cani pericolosi 2020: razze incluse e come farlo

Patentino per cani: non esistono cani “pericolosi” di per sé, anche se – semplificando al massimo il concetto – alcune razze lo sono potenzialmente più di altre. Per questo il Consiglio comunale di Milano sta valutando la possibilità di prevedere un’apposita autorizzazione, rilasciata previo superamento di un corso, per i padroni.

Patentino per cani: la proposta del Comune di Milano

Entro fine mese, nonostante tra le forze politiche il dialogo a tal proposito sia ancora in corso, dovrebbe essere approvato dal Consiglio Comunale di Milano il “Nuovo regolamento per la tutela degli animali”. Con quest’ultimo provvedimento si andrebbe a introdurre, oltre al divieto di utilizzare il collare “a strozzo” per esempio, anche l’obbligo di conseguire un apposito patentino nel caso in cui si possegga un cane di una razza riconosciuta come potenzialmente “pericolosa”. Nello specifico, entrerebbero nella black list gli esemplari di Pitbull, Rottweiler, American Stafforshire terrier, Bull Terrier, Cane corso e Lupo cecoslovacco.

In realtà, il rilascio di un patentino di questo genere è già concepito a livello nazionale. Tuttavia, il suo conseguimento non è obbligatorio in generale – tanto più che la lista delle razze canine pericolose è stata soppressa nel 2016 – ma solo su segnalazione del medico veterinario che valuta un cane pericoloso in base alla sua indole e al comportamento (quindi, a prescindere dall’appartenenza a una specifica razza, meglio ripetere il concetto) per poi comunicare la decisione all’Asl competente per territorio in modo che il cane venga inserito nel Registro dei cani con problemi di comportamento. Insomma, il conseguimento di un patentino per cani è, allo stato dei fatti, un’evenienza unica quanto rara.

In cosa consisterebbe il corso?

Fatte queste dovute precisazioni, in cosa consisterebbe il corso in oggetto? Sostanzialmente si tratterebbe di un percorso formativo articolato in una decina di ore, da svolgersi in due-tre giorni, su argomenti riguardanti le fasi dello sviluppo canino, il riconoscimento dei comportamenti aggressivi e il modo in cui affrontarli e, infine, gli obblighi e i doveri del proprietario dal punto di vista normativo. Solo dopo aver superato con successo l’esame finale si otterrà il patentino.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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