Stefano Bonaccini: moglie, programma e biografia. Chi è il Presidente

Pubblicato il 20 Settembre 2020 alle 05:29 Autore: Daniele Sforza

Stefano Bonaccini è ancora il presidente della Regione Emilia Romagna. Ecco alcuni cenni sulla sua vita e il programma politico.

Vista di Bologna
Stefano Bonaccini: moglie, programma e biografia. Chi è il Presidente

È ancora Stefano Bonaccini il presidente della Regione Emilia Romagna: in una giornata fondamentale per l’assetto politico-istituzionale, le forze di governo temevano l’arrembaggio della Lega in una delle Regioni storicamente più spostate a sinistra del Paese, ma alla fine l’esito è stato scontato. Stefano Bonaccini ha raccolto il 51,4% delle preferenze, ovvero poco più di 1 elettore su 2 ha premiato la governance precedente e lo ha rivotato. In tutto sono stati 1.195.742 i voti andati nell’urna di Bonaccini. A circa 8 lunghezze di distanze troviamo Lucia Borgonzoni (43,6% di preferenze, 1.014.672 voti), che paga forse il peso ingombrante di Matteo Salvini e della sua campagna nelle ultime settimane. Fuori dai giochi il Movimento 5 Stelle che incassa il 3,5% dei consensi (80.823 voti).

Andiamo quindi a scoprire chi è Stefano Bonaccini, curiosando sulla sua biografia e ricordando i punti salienti del suo programma politico.

Chi è Stefano Bonaccini: biografia e vita privata

Stefano Bonaccini nasce a Modena il 1° gennaio 1967. Alla fine degli anni Ottanta si avvicina al mondo politico, militando nei movimenti per la pace, mentre nel 1990 inizia la sua attività professionale politica diventando assessore alle Politiche giovanili nel comune di Campogalliano. Ricca è la sua esperienza da militante politico negli anni Novanta, visto che per due anni (1993-1995) diventa segretario provinciale della Sinistra Giovanile, mentre nel 1995 è eletto segretario del PDS a Modena. La sua esperienza a Modena si arricchisce di un incarico importante che dura 7 anni, dal 1999 al 2006, in qualità di assessore con delega ai lavori pubblici, al patrimonio e al centro storico.

Passano gli anni e i partiti cambiano, almeno nel nome. Nel 2007 diventa segretario provinciale del PD a Modena, mentre alle elezioni amministrative riesce a entrare ne Consiglio comunale della città. Sempre nel 2009 diventa segretario PD in Emilia Romagna, mentre l’anno seguente entra in Consiglio regionale. Fedele a Bersani, nel 2013 sostiene Matteo Renzi alle primarie che lo incoronano nuovo segretario del PD. Nel dicembre del 2013 Bonaccini diventa responsabile nazionale Enti Locali nella segreteria nazionale del PD.

In Emilia Romagna è tempo di avvicendamenti e nel 2014 Bonaccini si candida come presidente di Regione: a novembre, con il 49% dei conensi, vince la tornata elettorale in cui farà molto rumore la bassa affluenza (le elezioni seguivano le dimissioni di Vasco Errani coinvolto nell’inchiesta Terremerse).

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Chi è la moglie Sandra Notari

Sandra Notari è la moglie di Stefano Bonaccini. Intervistata 5 anni fa dal Resto del Carlino, affermò di lavorare da molto tempo in una boutique e di avere una passione per la moda, anche come stilista. Il loro incontro è avvenuto durante una riunione con altri negozianti, ai tempi in cui Bonaccini era assessore al centro storico di Modena. A casa, dice la Notari, non si parla mai di politica: “È lui che non vuole”. Chissà se dopo cinque anni è ancora così.  

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Il programma politico di Stefano Bonaccini

Parlando più strettamente di politica, quali sono i punti chiave del programma di Stefano Bonaccini? Sono quattro i punti salienti che Bonaccini ha schematizzato nel suo programma elettorale.

  • Conoscenza e istruzione: gli obiettivi rispondono alle esigenze della famiglia quotidiana, cercando di rendere gratuito l’asilo nido e togliere le liste d’attesa, aumentando il portafoglio educativo tramite un incentivo alla conoscenza della lingua inglese, ma anche all’educazione della musica e dello sport, senza dimenticare la modernizzazione del sistema scolastico e la valorizzazione del patrimonio artistico e urbano regionale.
  • Lavoro: tematica calda e sempre attuale, non poteva mancare nel manifesto di Bonaccini. L’obiettivo è la riduzione dei Neet (chi non studia né lavora) nel prossimo quinquennio, incentivare la componente manifatturiera e un sistema del lavoro internazionalizzato, rendere la Regione una “Data Valley” europea e agevolando l’inserimento professionale e di vita quotidiana delle giovani coppie nelle comunità dell’Appennino.
  • Diritti e doveri: salute, casa, sicurezza e diritto al lavoro, ma anche ravvicinamento tra centro e periferie. Sono questi gli obiettivi fondamentali stilati da Bonaccini, intenzionato a perseguire politiche volte al miglioramento di alcune componenti che riguardano i diritti dei residenti dell’Emilia Romagna, appartenenti a tutti i ceti sociali e sfere occupazionali.
  • Sostenibilità: ultimo capitolo del manifesto di Bonaccini è la sostenibilità e l’ambiente. Si punta alle energie rinnovabili al 100% entro il 2035, a un’educazione ambientale che passi per il piantare più alberi e per una migliore manutenzione delle acque e delle strade della Regione. Il tutto dovrà passare per una formazione sulla sostenibilità portando dentro le scuole l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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