Bollo auto 2020: quando conviene non pagare e cosa si rischia?

Pubblicato il 17 Febbraio 2020 alle 08:45 Autore: Daniele Sforza

Conviene pagare il bollo auto 2020 come tutte le tasse, per una questione di principio e di legalità: ma cosa succede se non si paga?

Quando conviene non pagare il bollo auto 2020
Quando conviene non pagare il bollo auto 2020 e cosa si rischia?

Il bollo auto 2020 è un’imposta che grava sull’auto, un bene di proprietà considerato indispensabile. Chi possiede un’auto sa quanto siano gravose le spese da sostenere per mantenerla: costi di gestione e manutenzione, periodiche revisioni e tagliandi, eventuali interventi del meccanico. Non sorprende dunque che il bollo auto sia tra le imposte più detestate, perché i contribuenti devono sostenere già diverse spese. Molti, quindi, si chiedono: si può non pagare il bollo auto 2020? Conviene? Pagare le tasse è un dovere di tutti, perché senza entrate fiscali, lo Stato non potrebbe finanziare quei servizi che spettano di diritto a tutti. Ma si tratta anche di una questione legale, poiché chi evade può essere perseguito per legge. Tuttavia, può capitare che ci si dimentichi di pagare il bollo auto e che, nel caso in cui sia trascorso un po’ di tempo, si possa pensare sia meglio far finta di niente, oppure regolarizzare al più presto la propria posizione. A cosa va incontro il cittadino se non paga il Bollo auto 2020?

Bollo auto 2020: che succede se non si paga? La speranza nella prescrizione

Chi non paga il bollo auto 2020 può ricevere un avviso di accertamento da parte della Regione (in alcune regioni l’ente creditore è l’Agenzia delle Entrate), con tanto di addebito di interessi e sanzioni. L’avviso di accertamento può essere contestato entro 60 giorni dal suo ricevimento, ma solo se si ha una legittima ragione per farlo, come ad esempio il fatto che il veicolo di cui si contesta il mancato pagamento non è più in nostro possesso. In ogni caso la cartella esattoriale per il mancato pagamento del bollo deve essere recapitata al destinatario nei 2 anni seguenti, e il contribuente avrà 60 giorni di tempo per contestarla qualora non abbia dapprima ricevuto un avviso di accertamento. Quest’ultimo, a partire dal 2020, può anche essere esecutivo, che può sostituire la notifica della cartella esattoriale.

In ogni caso l’automobilista ha due possibili soluzioni: pagare e regolarizzare subito la propria posizione, oppure attendere la prescrizione, sempre che arrivi. Sotto quest’ultimo aspetto il contribuente deve ricordarsi che ogni atto di notifica recapitato a casa interrompe i tempi di prescrizione, che quindi, a partire dal giorno successivo, ripartono da zero.

Il bollo auto è tra le tasse che si prescrivono in tempi più rapidi: 3 anni. Che partono dall’anno successivo a quello di riferimento. Mettiamo il caso il bollo non pagato risalga a settembre 2018. La prescrizione è iniziata il 1° gennaio 2019 e terminerà il 31 dicembre 2021. Ciò significa che dal 1° gennaio 2022 il pagamento di quell’imposta non potrà più essere richiesto, perché è intervenuta la prescrizione.

Bollo auto non pagato: le sanzioni

Attendere la prescrizione non funziona, la Regione (o l’Agenzia delle Entrate) stana il contribuente evasore. A nulla valgono le contestazioni di quest’ultimo, che è costretto a pagare, pena il pignoramento dei beni o il fermo dell’auto. In più ci sono le sanzioni pecuniarie. Allora, se si paga, seppur in ritardo, il bollo auto 2020 entro 1 anno si ha diritto al ravvedimento operoso, pertanto si andranno a pagare sanzioni più ridotte rispetto a quelle ordinarie. Lo schema è il seguente:

Pagamento entroSanzioni
14 giorni0,1% per ogni giorno di ritardo (fino a 1,4%)
Dal 15° al 30ç giorno1,5%
Dal 30° al 90° giorno1,67%
Dal 91° giorno a 1 anno3,75%

Nel caso in cui il ritardo dovesse superare l’annualità, il diritto di avvalersi del ravvedimento operoso decade e si sarà costretti a pagare la sanzione del 30% più lo 0,5% di interesse per ogni semestre di ritardo, più gli interessi di mora.

Se la cifra del debito è importante, si può optare per la rateizzazione del pagamento, i cui tempi variano in base all’importo.

  • < 100 euro: rateizzazione non prevista;
  • Fino a 500 euro: 4 rate;
  • Fino a 3.000 euro: da 5 a 12 rate;
  • Fino a 6.000 euro: da 13 a 24 rate;
  • Fino a 20.000 euro: da 25 a 36 rate;
  • > 20.000 euro: da 37 a 72 rate mensili.

Il periodo massimo di rateizzazione può quindi arrivare fino a 72 rate mensili, ovvero 6 anni.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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