Pensioni ultima ora: governo-sindacati, riforma per i giovani precari

Pubblicato il 3 Febbraio 2020 alle 17:43 Autore: Giuseppe Spadaro

Pensioni ultima ora: tra governo e sindadati è entrato nel vivo il confronto per una revisione dell’impianto previdenziale. Si parte dal futuro dei giovani

Due persone che passeggiano al tramonto con un cane
Pensioni ultima ora: governo-sindacati, riforma per i giovani precari

Pensioni ultima ora: durante il primo confronto tra governo e sindacati di lunedì 27 gennaio 2020 sono stati fissati degli incontri il cui calendario è stato organizzato in modo da poter, entro marzo, tirare un primo bilancio delle attività svolte. E, come annunciato dal ministro del Lavoro Catalfo, poter dare a settembre l’ok definitivo previa condivisione dei sindacati. Come documentiamo spesso con i nostri articoli, la materia degli assegni pensionistici riguarda moltissime persone. Alimenta e suscita attese ed aspettative. Per cui intorno al confronto tra governo e sindacati c’è grandissima attenzione.

Pensioni ultima ora, la suddivisione tematica per commissioni

Parallelamente una parte del lavoro sarà svolta dalle commissioni che si occuperanno di compiere analisi e seguire vari temi. Ecco quali sono le tre commissioni: una seguirà la materia della separazione tra previdenza e assistenza, una i lavori gravosi e l’altra si pronuncerà sull’impatto economico delle misure.

L’attenzione sui giovani e le richieste dei sindacati

Nell’incontro del 27 gennaio 2020 è stato definito il calendario dei primi tre incontri. Oggi 3 febbraio 2020, è la volta di pensione di garanzia per i giovani, il 7 febbraio sarà la volta della rivalutazione delle pensioni in essere, il 10 febbraio della flessibilità in uscita e il 19 febbraio della previdenza complementare.

Vediamo quale è il punto di partenza dei sindacati. In materia di pensioni per i giovani Cgil, Cisl e Uil chiedono che il governo ponga le condizioni affinché chi è entrato nel mondo del lavoro dopo il ’96 abbia un assegno commisurato ai contributi versati ma integrato, ad esempio, da una contribuzione figurativa valorizzando non solo i periodi di discontinuità dei contratti ma anche quelli dedicati alla formazione e alla cura familiare.

Sempre da parte dei sindacati c’è tutta volontà affinché si arrivi ad assicurare “assegni dignitosi” ai lavoratori che giungeranno alla pensione a seguito di carriere discontinue, o percorsi caratterizzati da precariato. E rispetto all’annoso problema delle risorse i sindacati chiedono di valutare che si possa finanziare un fondo pensioni anche dalla fiscalità generale.

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L'autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali e politici ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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