Rc auto familiare 2020 in vigore: problemi assicurazioni. Cosa fare

Pubblicato il 18 Febbraio 2020 alle 15:45 Autore: Guglielmo Sano

Appena entrata in vigore la nuova Rc auto familiare, come si muoveranno le compagnie assicurative dopo l’estensione delle disposizioni della Legge Bersani?

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Rc auto familiare 2020 in vigore: problemi assicurazioni. Cosa fare

Appena entrate in vigore le nuove norme sull’Rc auto familiare, in che modo si stanno muovendo le compagnie assicurative dopo l’estensione delle disposizioni della Legge Bersani? Per i consumatori si concretizzeranno gli sconti che in teoria la riforma consentirebbe?

Rc auto familiare: come è cambiata?

In teoria da domenica 16 febbraio ma, di fatto, da lunedì 17 febbraio, è entrata in vigore la nuova Rc auto familiare. In pratica, ogni nucleo familiare potrà assicurare un veicolo acquistato, nuovo o usato, a partire da questa data usufruendo dell’applicazione della classe di merito maggiormente favorevole tra quelle presenti nel nucleo stesso, come già previsto dalla Legge Bersani. Questo con la differenza però che, adesso, l’applicazione della classe di merito più vantaggiosa non sarà possibile soltanto nella stessa categoria di veicoli ma anche tra categorie diverse. Dunque non solo da auto ad auto o da moto a moto ma anche da auto a moto e viceversa.

Secondo una recente indagine commissionata dal portale Facile.it, il 5,6% delle famiglie italiane sta valutando l’acquisto di un veicolo proprio in base al virtuale risparmio offerto dalla nuova Rc auto familiare. È chiaro, infatti, che solo considerando la possibilità di acquistare uno scooter 50cc per poi applicargli al momento di stipulare una polizza assicurativa la prima classe di merito si potrebbero spendere in alcuni casi anche mille euro in meno rispetto al passato.

Un gioco a somma zero?

Anche se è ancora presto per valutare le mosse delle compagnie assicurative – i cui utili sono messi a rischio dalla riforma nonostante si possano perdere fino a 5 classi di merito in seguito a un sinistro – molti ipotizzano che l’effettivo risparmio per i consumatori, alla fine, non sarà molto consistente. “Le compagnie aumenteranno i prezzi e rivedranno le componenti tariffarie” taglia corto intervistato da Repubblica Carlo Cimbri, amministratore delegato di Unipol.

Sulla stessa linea, sempre chiamato in causa dal quotidiano, Emanuele Anzaghi. Il vicepresidente di Segugio.it sostiene che: “Lo sconto medio applicato sarà realisticamente del 10%-20%”, inoltre si può ipotizzare che “gli sconti applicati penalizzeranno chi della manovra non può beneficiare, e quindi nuclei/singoli con un solo mezzo, o che abbiano già allineato le classi di merito con il decreto Bersani. Si tratterà quindi in sostanza di un gioco a somma zero, in cui i consumatori dovranno essere molto vigili approfittando dello sconto, laddove possibile, e cercando opportunità di risparmio attraverso le promozioni che vengono concessi in caso di cambio di compagnia se non si ricade nella casistica”.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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