Contributi Inps per pensione: fine carriera, come riscattarli per l’assegno

Pubblicato il 20 Febbraio 2020 alle 09:11 Autore: Daniele Sforza

Mancano dei contributi Inps per andare in pensione e ce se ne accorge solo a fine carriera? C’è la possibilità di riscattarli, ecco come.

Contributi Inps per pensione fine carriera
Contributi Inps per pensione: fine carriera, come riscattarli per l’assegno

Che fate se arrivati a fine carriera, consultando l’estratto conto, ci si accorge che mancano alcuni periodi contributivi? Ovvero se manca una parte fondamentale per lasciare il lavoro e andare in pensione, ma anche per avere un assegno più sostanzioso. Niente timori. Perché alcuni periodi possono essere accreditati a pagamento, come è ad esempio il caso del congedo parentale, mentre altri possono essere riscattati a titolo gratuito (come il periodo di maternità). Se n’è occupata Silvia Ciufolini in un servizio per la trasmissione tv DiMartedì in onda su La7.

Come riscattare i contributi Inps mancanti a fine carriera

Nel servizio si affronta il caso di un’insegnante che vorrebbe andare in pensione usufruendo dell’uscita con Quota 100 nel 2021. Il 2021 sarà anche l’ultimo anno della misura di pensione anticipata, che ricordiamo essere transitoria e sperimentale e quindi con una data di scadenza. La scadenza del 2021 dovrebbe essere rispettata, anche perché, come dicono dal governo, cancellarla anzitempo equivarrebbe a creare altri problemi. In quel momento, comunque, l’insegnante avrà raggiunto il requisito minimo anagrafico di 62 anni di età. Tuttavia è carente ancora sotto l’aspetto dell’età contributiva (requisito minimo: 38 anni). Le mancherebbero solo poco più di 4 mesi.

Questo caso può essere utile nel ricordare come è possibile riscattare dei periodi contributivi una volta giunti a fine carriera, se ci si accorge che sul nostro estratto conto ne mancano alcuni. In questo modo sarà possibile raggiungere in maniera più agevole i requisiti richiesti – nel caso della signora – di Quota 100. Infatti, è possibile riscattare a titolo gratuito il periodo di maternità, oppure (a pagamento) il periodo di congedo parentale.

Tra gli altri periodi riscattabili a titolo gratuito si annoverano le giornate impiegate a donare il sangue (ma fino a un massimo di 4 giornate annue) e il periodo di servizio militare, mentre i lavoratori stagionali possono riscattare i periodi non lavorati tra una stagione e l’altra, ma solo a pagamento.

Il costo del riscatto dipende dal periodo di riferimento: se antecedente al 1° gennaio 1996 (metodo retributivo) il costo sale, se invece è dopo (metodo contributivo) il costo scende.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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