Primarie Usa 2020: dove si vota e chi è in vantaggio tra Biden e Sanders

Pubblicato il 10 Marzo 2020 alle 15:06
Aggiornato il: 14 Marzo 2020 alle 19:54
Autore: Guglielmo Sano

Primarie Usa 2020: continua il percorso verso la nomination del candidato democratico che contenderà la Casa bianca a Donald Trump

Strada
Primarie Usa 2020: dove si vota e chi è in vantaggio tra Biden e Sanders

Primarie Usa 2020: continua il percorso verso la nomination del candidato democratico che contenderà la Casa bianca a Donald Trump il prossimo novembre. Nella notte tra il 10 e l’11 marzo si voterà in sei stati: Biden è davanti a Sanders per numero di delegati; (quasi) l’ultima possibilità per quest’ultimo di rimanere in corsa.

Primarie Usa: dove si vota?

Primarie Usa – Stanotte le votazioni per scegliere il candidato del Partito Democratico alle Presidenziali 2020 arrivano in sei stati: Idaho, Michigan, Mississippi, Missouri, North Dakota, Washington. Dopo l’ultimo appuntamento, il Super Tuesday, la battaglia per la nomination è diventata sostanzialmente un duello, dato il ritiro della maggior parte dei contendenti (con le relative dichiarazioni di endorsement): da una parte Joe Biden, dall’altra Bernie Sanders. In questo momento, l’ex vice di Obama può contare su 670 delegati mentre il senatore del Vermont è fermo a quota 574. Per la vittoria finale bisogna superare quota 1.991 delegati: i sei stati al voto nella notte ne eleggono 365 nel complesso. È il Michigan quello che ne assegna di più, ben 125.

La conquista del Michigan

Oltre a essere lo Stato che assegna più delegati, il Michigan è anche quello più significativo tra quelli in cui si apriranno le urne. Proprio grazie al risultato ottenuto in Michigan e in altri stati del Midwest, come l’Ohio, la Pennsylvania e il Wisconsin, Trump alla fine riuscì a prevalere su Hillary Clinton nel 2016. Quello ottenuto dal tycoon fu un risultato pressoché storico.

Il Michigan fino all’affermazione di Trump votava democratico da decenni. L’economia dello stato e soprattutto della sua capitale Detroit è stata devastata dalla crisi del settore dell’auto. Un fattore che ha chiaramente amplificato l’efficacia della retorica anti-establishment di Trump. A dare il definitivo scossone alla fiducia nella classe politica (e ai Democratici con Obama in testa) è stato poi il caso riguardante l’avvelenamento delle acque della città di Flint. A tal proposito non stupisce nemmeno che, nel 2016, Bernie Sanders abbia superato la Clinton in Michigan (ottenendo ottimi risultati anche nel resto del Midwest).

Ultima possibilità per Sanders?

Per continuare a sperare nella nomination, Sanders ha bisogno di vincere in Michigan e almeno in un altro degli altri Stati al voto. Tuttavia, secondo le proiezioni più attendibili, sembra avere qualche possibilità di superare Biden soltanto nello stato di Washington mentre appaiono quasi azzerate le possibilità di superare quest’ultimo in Missouri, Mississippi e proprio in Michigan. Insomma, Biden ha la possibilità di mettere un’ipoteca sulla convention estiva stanotte. Tra l’altro, nei prossimi stati in cui si voterà il 17 marzo, con Florida, Illinois e Ohio in testa, Sanders non sembra avere molte speranze di rimonta.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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