Multa spedita a casa: ecco come non farla arrivare

Pubblicato il 31 Marzo 2020 alle 12:30 Autore: Claudio Garau

Multa spedita a casa e modalità per far sì che la notifica non avvenga presso l’indirizzo della propria abitazione. L’utilità di pagare in anticipo

Multa spedita a casa: ecco come non farla arrivare

Multa spedita a casa: ecco come non farla arrivare

Sappiamo bene che le contravvenzioni alle regole del Codice della Strada non sono eventualità infrequente sulla rete viaria della penisola. Passare con il rosso, non rispettare la precedenza, posteggiare il doppia fila, sorpassare dove non è consentito, fare una rischiosa inversione ad U sono solo alcune delle più inopportune e diffuse abitudini degli automobilisti italiani. In molti si potrebbero perciò chiedere se è possibile evitare che la raccomandata, avente ad oggetto la multa, arrivi direttamente a casa, ovvero: quando basta la cosiddetta “consegna a mani” o altra modalità che sortisca lo stesso effetto? Facciamo chiarezza.

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Multa: il contesto di riferimento e le tempistiche

Le multe, si sa, non piacciono agli italiani. Secondo alcuni dati interessanti della CGIA di Mestre, meno della metà degli italiani ritiene di dover pagare le multe contestate. Insomma meno del 50%: una percentuale che fa riflettere. Tradotto in termini economici, i Comuni italiani – a fronte di più di due miliardi e mezzo di euro da riscuotere – ne hanno ottenuti meno di un miliardo. E, secondo le statistiche, il calo del numero degli automobilisti che decidono di non pagare le multe è costante e progressivo, anno dopo anno.

In un contesto di questo tipo, in molti si domanderanno come fare ad evitare che la multa arrivi a casa e le ragioni sono sempre le stesse: evitare eventuali “strascichi” e possibili attriti in famiglia per aver ricevuto una sanzione pecuniaria, a volte neanche così esigua. Il punto è il seguente: se è vero che oggigiorno non è più consentito saldare sul posto e pagare la multa proprio all’addetto delle forze dell’ordine che l’ha verbalizzata, è altrettanto vero che la notifica della multa presso la propria abitazione, non è sempre obbligatoria.

Sappiamo bene che, ove possibile, le multe debbono essere contestate subito all’automobilista, da parte del poliziotto, che ha l’obbligo di far arrestare la marcia del veicolo per avvertire della sanzione il conducente, subito dopo la stessa infrazione. Dal punto di vista della legge, tale attività del membro delle forze dell’ordine, costituisce già notifica, e pertanto non serve una ulteriore attività di comunicazione presso l’indirizzo di residenza dell’automobilista. A seguito della ricezione del verbale sul posto, rilevano alcune importanti tempistiche:

  • il conducente ha 60 giorni di tempo per saldare;
  • 30 giorni per effettuare ricorso innanzi al giudice di pace;
  • 60 giorni per effettuare ricorso al prefetto.  

Tuttavia, se la contestazione “immediata” è l’ipotesi primaria, prevista dal CdS, è altrettanto vero che non sempre le cose vanno così e, talvolta, la notifica funziona diversamente. Vediamo come.

Le eccezioni: quando la notifica è differita

Come appena detto, non sempre è possibile notificare subito la violazione al responsabile: occorre del tempo ulteriore. Pensiamo ad esempio alle ipotesi in cui chi guida e ha commesso la violazione è persona differente dal proprietario del mezzo a motore. In queste circostanze, il proprietario e il conducente sono coobbligati in solido. In poche parole, sono entrambi obbligati a saldare e a versare il denaro per la multa: se non paga uno dei due, lo dovrà fare l’altro e il Comune potrà esigere il denaro da ambo i soggetti. Se il proprietario non è sul luogo, è chiaro che la violazione gli sarà notificata nella propria abitazione, in via differita.

Un secondo rilevante caso in cui la notifica non è istantanea è quello per il quale – date le specifiche modalità adottate per individuare le violazioni al CdS – non è materialmente possibile procedere con la contestazione immediata della multa, pertanto la sola soluzione quella della notifica all’indirizzo di casa. Pensiamo, ad esempio, ai casi delle infrazioni rilevate con le telecamere posizionate presso le Ztl o con gli autovelox, piazzati in punti strategici per non essere visti dagli automobilisti.

Regole peculiari nei casi di multa per posteggio in aree in cui ci sono le strisce blu e non è stato pagato il correlato ticket o nelle aree in cui vale il divieto di sosta: in queste circostanze l’agente lascia un avviso sul parabrezza, che però non ha valore di vera e propria “multa” (ne abbiamo già parlato qui): la notifica presso la residenza scatterà comunque, a meno che l’automobilista indisciplinato non paghi celermente. In questo ultimo caso, non andranno pagati i costi di notifica, perché appunto non necessaria.

Entro quanto tempo pagare e come evitare la notifica a casa

La regola vuole che la contravvenzione non resa nota sul posto, va notificata al conducente, entro 90 giorni dalla sua contestazione. Dopo di che, se l’automobilista pagherà entro i primi 5 giorni da quello in cui ha ricevuto la notifica della multa, potrà contare su uno sconto del 30%. Laddove però l’interessato abbia già intuito di aver violato il CdS (non sono rari i casi in cui ci si accorge di viaggiare ad alta velocità in luoghi non idonei) può giocare di anticipo e tentare di pagare tempestivamente la multa, per evitare che nei successivi 90 giorni sia notificata presso la propria abitazione.

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Concludendo, se è vero che quelle appena viste sono alcune delle ipotesi più significative per le quali è possibile evitare che multa sia notificata presso la propria abitazione, è pur vero anche che il destinatario che si renda irreperibile – sperando così di evitare la notifica – subirà comunque quest’ultima. Infatti, in queste circostanze, la raccomandata è posta in giacenza presso le poste o la casa comunale per 30 giorni. In ogni caso, decorso il periodo di giacenza, la notifica si dà per effettuata, con tutte le conseguenze legali del caso.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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