Fase 2 per fasce d’età con app e turni a lavoro. Piano della task force

Pubblicato il 14 Aprile 2020 alle 16:04
Aggiornato il: 16 Aprile 2020 alle 09:46
Autore: Daniele Sforza

La fase 2 non consentirà un improvviso allentamento delle restrizioni: si parla di applicazioni e di turnazioni. Ecco il piano della task force.

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Fase 2 per fasce d’età con app e turni a lavoro. Piano della task force

La Fase 2 che dovrebbe partire il 4 maggio (il condizionale è d’obbligo) è allo studio degli esperti della task force convocata dal governo per preparare il rilancio del Paese. Si tratterà di un periodo di riaperture, graduale e con nuove restrizioni da adottare, per garantire la sicurezza di chi lavora e dei cittadini stessi. Poi si parla di un’applicazione per monitorare gli spostamenti, i turni scaglionati nei posti di lavoro e l’allentamento delle restrizioni suddiviso per fasce d’età.

Fase 2: l’app e il supporto della tecnologia

In Corea del Sud la tecnologia è stata fondamentale per arginare la diffusione del contagio. Anche in Italia dovrebbe essere disponibile a breve un’applicazione finalizzata a mappare la popolazione, monitorandone gli spostamenti. Saranno di grande aiuto i test sierologici, oltre ai tamponi, per identificare i soggetti e classificarli in base alla loro recente storia sanitaria in merito al virus. L’applicazione funzionerà così da autocertificazione digitale, che potrà essere mostrata alle forze dell’ordine in occasione di eventuali controlli.

Fase 2: turni a lavoro per evitare nuovi focolai

Quando diverse attività potranno finalmente tornare ad essere operative e si riprenderà così a lavorare sul posto, il fattore R0 dovrà essere praticamente prossimo allo zero. Se non è azzerato del tutto, infatti, il rischio della creazione di nuovi focolai potrebbe essere elevato in quelle aziende o fabbriche dove lavorano più dipendenti. Anche qui dovranno entrare in gioco test e tamponi per individuare i positivi per evitare una seconda diffusione del contagio.  

Fase 2: la suddivisione per fasce d’età

Il punto chiave del Covid-19 è la sua elevata contagiosità: se fosse stata letale quanto altri tipi di Coronavirus, come la Sars o la Mers, a quest’ora staremo parlando di tutt’altro. L’alta contagiosità rischia di riempire i reparti di terapia intensiva e di far collassare l’intero sistema sanitario, ma non solo. Abbiamo ancora vive nella mente le immagini dei camion dell’esercito che trasferiscono le bare in altri luoghi perché nel bergamasco non sono più possibili le sepolture. È un pericolo, insomma, ancora più subdolo. Per questo motivo la ripartenza non potrà non tenere conto dell’età delle persone. E visto che questo virus è estremamente letale per le persone anziane che hanno patologie pregresse, un discorso sarà fatto anche in questo senso.

La sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa ha affermato che si dovrà lavorare a un programma specifico, “percorsi che ci consentano di proteggerli dal contagio quando i più giovani ricominceranno a circolare”. Rimettere in contatto nipoti e nonni sarà dunque un processo lungo e complicato, visto che ci sono stati casi di giovanissimi positivi asintomatici o che non sapevo di avere il Coronavirus che hanno inconsapevolmente “condannato a morte” le persone più avanti con l’età, contagiandole.

Senza dimenticare i rischi dell’estate, come l’afa, che aggiunta all’isolamento potrebbe rappresentare un problema ulteriore. Nella task force voluta dal governo ci sarà una persona preposta a occuparsi della questione, lo specialista di gerontologia Roberto Bernabei. Inoltre, spiega Zampa, “un aiuto dovrà arrivare anche dai servizi sociali che conoscono le situazioni di rischio”.

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L'autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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