Fase 2 Sicilia: quando inizia, spostamenti e scenari possibili

Pubblicato il 18 Aprile 2020 alle 14:56 Autore: Guglielmo Sano

Fase 2 Sicilia: il progressivo ritorno alla normalità potrebbe procedere più velocemente nelle aree meno colpite dall’epidemia

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Fase 2 Sicilia: quando inizia, spostamenti e scenari possibili

Fase 2 Sicilia: visti i dati positivi rispetto all’andamento dei contagi, dal governo si prepara il progressivo ritorno alla normalità. La Fase 2, però, potrebbe procedere più velocemente nelle aree meno colpite dall’epidemia.

Fase 2 Sicilia: non tutta Italia è stata colpita allo stesso modo

L’epidemia di Covid 19 non ha colpito tutta l’Italia allo stesso modo: il Nord è chiaramente l’area che più ha subito l’ondata di contagi mentre al Centro e, soprattutto, al Sud l’emergenza non ha mai raggiunto i livelli di gravità riscontrati nelle regioni settentrionali. Tra l’altro, non tutto il Nord è stato colpito con la stessa Incidenza: alcune regioni, Lombardia in primis e poi Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, hanno sofferto più di altre (come Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia). Per questo motivo si fa sempre più largo l’ipotesi di far ripartire il paese con velocità diverse.

Dividere il paese in 3 macro-aree

L’ipotesi attualmente sul tavolo del governo e allo studio degli scienziati è, infatti, quella di dividere il paese in tre macro-aree, consentendo una riapertura più veloce a quelle meno a rischio. Facile capire che dove il nuovo coronavirus si è diffuso di più le restrizioni rimarranno più rigide e per più tempo, viceversa, dove si è diffuso meno si potrà procedere a un alleggerimento più consistente (in Sicilia, per dire, gli attualmente positivi sono circa 2.600 ma in Umbria, Molise Basilicata, Calabria siamo sotto i mille casi, in Sardegna i casi sono poco più di un migliaio, sui livelli siciliani l’Abruzzo, un po’ sopra – sui 3-4mila – sono Puglia e Campania). I segnali che provengono dai tavoli che coinvolgono esecutivo e autorità mediche, d’altra parte, non sembrano indicare una fine del lockdown prima del 4 maggio, almeno per il momento.

Riapertura ad ampio raggio per il Centro-Sud

Oltre alla divisione su base territoriale (Nord-Centro-Sud) ne potrebbe essere prevista anche una sulla base della gravità dell’epidemia (per esempio, zone rosse, gialle e verdi, potrebbero esserci in tutte le regioni, a seconda dell’incidenza dei casi nelle varie province). Tuttavia, basandosi sulle precedenti mosse governative, difficile che venga prevista una situazione “a macchia di leopardo”: molto più probabile che l’opzione scelta alla fine sia quella territoriale. Al Centro-Sud insomma si potrebbe consentire l’apertura anche di attività che al Nord dovranno ancora aspettare: dai barbieri ai bar, molto improbabile che all’allentamento delle restrizioni corrisponda anche l’abbandono di misure cautelative come ingressi scaglionati, distanziamento di sicurezza e uso di mascherine e guanti nei luoghi in cui quest’ultimo non è possibile.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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