Gran Bretagna: costretto a dimettersi Neil Ferguson detto Mr. Lockdown

Pubblicato il 6 Maggio 2020 alle 16:29
Aggiornato il: 11 Maggio 2020 alle 20:36
Autore: Guglielmo Sano

Gran Bretagna: si dimette l’epidemiologo di punta della task force sanitaria nominata da Boris Johnson per fronteggiare l’epidemia di Covid

Veduta Westminster
Gran Bretagna: costretto a dimettersi Neil Ferguson detto Mr. Lockdown

Gran Bretagna: si dimette l’epidemiologo di punta della task force sanitaria nominata da Boris Johnson per fronteggiare l’epidemia di Covid. Neil Ferguson, soprannominato Mr. Lockdown per il sostegno dato alle rigide misure di contenimento della diffusione del coronavirus, è finito sotto i riflettori dell’opinione pubblica per non aver rispettato le regole da lui stesso promosse.

Gran Bretagna: le dimissioni di Mr. Lockdown

Il professore dell’Imperial College di Londra Neil Ferguson è considerato l’architetto della stay-at-home strategy messa in campo dal governo britannico per contenere la diffusione dei contagi di Covid 19 dopo un iniziale tentennamento (e molte morti). Una rivelazione del Telegraph, però, ha scatenato la bufera su Mr. Lockdown (o Professor Lockdown): mentre su suo consiglio si imponevano strette limitazioni agli spostamenti della popolazione, Ferguson si vedeva con la propria amante, chiaramente, contravvenendo alle leggi varate per via dell’emergenza.

Scusandosi per l’accaduto si è poi difeso dicendo di considerarsi immune al nuovo coronavirus dopo che un test lo aveva positivo e, quindi, si era sottoposto a un isolamento di due settimane, a seguito dello sviluppo dei sintomi della patologia, prima di guarire definitivamente. Quest’ultimo non è il primo caso del genere a coinvolgere i vertici delle autorità sanitarie del Regno Unito: ad aprile, infatti, era toccato a Catherine Calderwood, a capo dei medici scozzesi, rassegnare le dimissioni, dopo essere stata trovata nei pressi della sua seconda casa, ben lontano dall’indirizzo di Edimburgo in cui risultava domiciliata all’entrata in vigore del contingentamento.   

Un attacco ideologico?

Secondo una parte della stampa britannica, i due casi sono solo una parte di un più profondo attacco – strumentale – all’ideologia, per così dire, che sta alla base della imposizione del lockdown. Al di là del contesto scabroso in cui si muove il caso di Ferguson, particolarmente calcato dai tabloid, diversi quotidiani con in testa il Guardian ritengono che da tempo sia stata avviata una “campagna denigratoria” contro gli scienziati che, di fatto, hanno convinto Downing Street a effettuare un’inversione a U sulle restrizioni.

L’accusa principale che viene mossa a questi studiosi è quella di aver scatenato il panico nelle prime fasi dell’epidemia sulla base di calcoli eccessivamente catastrofici (Ferguson a metà marzo parlò di circa 550 mila morti nel Regno Unito se non si fossero imposte le limitazioni). D’altro canto, i media chiamati in causa ricordano come lo stesso Ferguson, ritenuto uno dei massimi esperti mondiali di modelli epidemiologici, in passato si sia fatto promotore di iniziative a dir poco discutibili: nel 2005 i suoi modelli riferivano della possibilità di veder morire 65mila britannici a causa dell’influenza aviaria, per esempio, i decessi furono meno di 500, poi nel 2002, la sindrome della mucca pazza avrebbe dovuto uccidere almeno 50mila cittadini di Sua Maestà, le morti alla fine si fermano molto sotto quota 200.

Segui Termometro Politico su Google News

Hai suggerimenti o correzioni da proporre?
Scrivici a
redazione@termometropolitico.it

L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
Tutti gli articoli di Guglielmo Sano →