Pec obbligatoria per le aziende: la novità del decreto Semplificazioni

Pubblicato il 7 Ottobre 2020 alle 12:29 Autore: Claudio Garau
Pec obbligatoria per le aziende: la novità del decreto Semplificazioni

Forse non tutti sanno che a partire dal primo ottobre, ovvero da qualche giorno, è scattata la comunicazione della Pec obbligatoria per le aziende. Si tratta di una novità prevista dal Decreto Semplificazioni, che ha già riguardato la vastissima platea di professionisti, a rischio sospensione se non muniti di casella di posta elettronica certificata. Ora anche le aziende dovranno rispettare questo obbligo. Vediamo un po’ più nel dettaglio.

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Pec obbligatoria e comunicazione al Registro delle Imprese

Dall’inizio di questo mese, come accennato, le aziende sono tenute a rendere noto, in via telematica, al Registro delle imprese il domicilio digitale, vale a dire la Pec ricollegabile in maniera inequivoca alla stessa azienda. La finalità è duplice: da un lato contribuire alla progressiva digitalizzazione delle attività imprenditoriali, dall’altro facilitare e rendere più fluidi i rapporti con la PA. Ricordiamo altresì che la Pec obbligatoria ha un indubbia rilevanza, poichè si tratta di un sistema che permette di spedire e-mail con valore legale, e pertanto con completa equiparazione a una raccomandata con ricevuta di ritorno. Infatti, in virtù dei protocolli di sicurezza utilizzati, la PEC tutela e garantisce la certezza di quanto incluso nella comunicazione, che non può essere modificato da chicchessia.

La novità per le aziende è stata, come anticipato, introdotta dal dl Semplificazioni del luglio scorso, che ha stabilito che entro il primo giorno di ottobre “tutte le imprese, già costituite in forma societaria, comunichino al registro delle imprese il proprio domicilio digitale, se non hanno già provveduto a tale adempimento“. Il domicilio digitale al quale si riferisce l’art. 37 qui sopra citato è appunto la Pec, ovvero la mail certificata con valore legale.

Le sanzioni amministrative per chi non rispetta l’obbligo

In verità, la Pec obbligatoria non è una vera novità, giacchè dal 2008 per le società e dal 2012 per le imprese individuali sussiste il dovere di munirsi della posta elettronica certificata. Il punto è che se finora – in ipotesi di mancata comunicazione – era prevista la sanzione della sospensione temporanea per l’invio di pratiche telematiche al Registro imprese, oggi la punizione è decisamente più grave: si tratta infatti di multe oscillanti tra un minimo di 30 ed un massimo di 1.548 euro per le imprese individuali, e tra un minimo di 206 ed un massimo di 2.064 euro per le società. Inoltre, per le imprese che saranno senza Pec, a seguito della scadenza del termine, verrà disposta l’assegnazione d’ufficio di un domicilio digitale da parte della Camera di Commercio.

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I costi della Pec

Va chiarito che la Pec obbligatoria, di per sè, non rappresenta un pesante onere a livello economico. Infatti, la posta elettronica certificata costa meno della raccomandata con ricevuta di ritorno. Il servizio viene pagato una volta all’anno, ed è consentito spedire e ricevere un numero illimitato di Pec. Particolare non di poco conto è inoltre che la comunicazione del domicilio digitale è esente da imposta di bollo e diritti di segreteria. Per quanto riguarda i costi di attivazione, le offerte sul web sono tante, con tariffe che partono da un minimo di 5 euro più Iva all’anno.

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L'autore: Claudio Garau

Laureato in Legge presso l'Università degli Studi di Genova e con un background nel settore legale di vari enti e realtà locali. Ha altresì conseguito la qualifica di conciliatore civile. Esperto di tematiche giuridiche legate all'attualità, cura l'area Diritto per Termometro Politico.
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