Variante Delta: i focolai attivi in Italia. Quanto funzionano i vaccini contro l’indiana?

Pubblicato il 16 Giugno 2021 alle 10:24 Autore: Guglielmo Sano
Variante Delta: i focolai attivi in Italia. Quanto funzionano i vaccini contro l’indiana?

Variante Delta: i focolai attivi in Italia. Quanto funzionano i vaccini contro l’indiana?

La Variante Delta del Sars Cov 2, più noto come variante indiana, è ancora diffusa in modo molto circoscritto sul territorio italiano. Sull’onda della preoccupazione sorta in altri paesi, in primis in Inghilterra, anche in Italia aumenta l’attenzione per i focolai che si sono accese in alcune regioni.

Variante Delta: dove sono i focolai in Italia

Secondo l’ultimo rapporto dell’Iss, la diffusione della variante Delta nel nostro paese è stimata intorno all’1%. La situazione è quindi decisamente meno preoccupante rispetto a quella di altri paesi, con l’Inghilterra in primis (dove l’indiana ha determinato lo slittamento di un mese del cosiddetto Freedom Day, cioè il giorno in cui sarebbero state eliminate la maggior parte delle restrizioni anti-contagio attualmente in vigore). Detto ciò, il pericolo non è da sottovalutare: al momento sono 18 i casi accertati in Lombardia e 12 in Sardegna, solo uno in Alto Adige, circa una ventina quelli registrati a Brindisi, infine, 10 migranti sbarcati di recente a Lampedusa sono positivi alla variante. A parte questi ultimi, pare che i contagi non siano avvenuti con persone provenienti da altri paesi.

Insomma, si parla ancora di una circolazione decisamente limitata: d’altra parte, la variante Delta è molto più trasmissibile (ben 6 volte più della versione “base” del coronavirus) ed è doppio il rischio di ospedalizzazione rispetto alle infezioni da variante Alfa (inglese): quindi, diventerà sempre più fondamentale il tracciamento dei casi. Buona notizia: i vaccini disponibili al momento sembrano comunque efficaci contro la mutazione.

Quanto funzionano i vaccini contro la mutazione?

Come si scriveva prima, la variante Delta sembra essere più contagiosa delle altre ed espone a maggiori rischi di ospedalizzazione (in pratica, tendenzialmente fa sviluppare forme di Covid più gravi). I primi studi approfonditi, tuttavia, mostrano come contagio e sintomatologia più grave abbiano colpito per lo più persone non vaccinate o vaccinate solo con la prima dose. Invece, due dosi Pfizer sembrano avere il 79% di efficacia contro l’infezione, due dosi Astrazeneca il 60% (da considerare, però, che il ciclo completo di fatto azzera la possibilità di decesso). La maggior parte degli esperti, a poco a poco che questi dati vengono verificati, si dicono convinti che, nonostante la pericolosità, grazie all’immunizzazione anche la variante Delta è destinata a tornare sotto controllo.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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