Vaccinazione eterologa: il parere Ema sul mix. Come si muovono Italia e paesi Ue

Pubblicato il 18 Giugno 2021 alle 10:28 Autore: Guglielmo Sano
Vaccinazione eterologa: il parere Ema sul mix. Come si muovono Italia e paesi Ue

Vaccinazione eterologa: il parere Ema sul mix. Come si muovono Italia e paesi Ue

Vaccinazione eterologa: l’Ema ritorna sulla questione del mix di vaccini, è sicuro cambiare marca di vaccino tra prima e seconda dose? I paesi membri dell’Ue prendono strade diverse? Cosa fa l’Italia?

Vaccinazione eterologa: il parere dell’Ema sul mix di vaccini

Vaccinazione eterologa: gli studi sul mix di vaccini sono ancora in corso di approfondimento, tuttavia, i primi riscontri (ancora pochi ma chiari) mostrano che cambiare composto tra prima e seconda dose non solo è sicuro ma anche efficace contro il Covid. Bisogna continuare a sperimentare e “a vigilare”, ha recentemente raccomandato prudenza l’Ema, l’Agenzia Europea per i Farmaci: però, se un paese vuole consentire il richiamo di Astrazeneca – 4/12 settimane dopo la prima somministrazione – con un vaccino a mRNA (Pfizer o Moderna) può farlo senza problemi.

Da precisare che sembrano aumentare lievemente la probabilità di sviluppare effetti collaterali non gravi (febbre e dolori temporanei) – probabilmente perché si sviluppa una risposta immunitaria maggiore – ma in questo momento, ricorda sempre l’organo europeo, la priorità è portare a termine il ciclo di immunizzazione. I dati provenienti dal Regno Unito, dove si sta affrontando un’impennata di casi dovuti alla diffusione della variante indiana, mostrano che contro le mutazioni del Sars Cov 2 è fondamentale fare anche la seconda dose di vaccino. In pratica, la stragrande maggioranza dei contagi si sta avendo tra i non vaccinati e tra chi, appunto, aveva ricevuto solo la prima dose.  

Come si muovono i paesi Ue e cosa fa l’Italia

Vaccinazione eterologa: qualche giorno fa è arrivato il via libera al Mix di vaccini per gli under 60 da parte dell’Aifa, l’Agenzia del farmaco Italiana. Nella nota si sottolineava una maggiore frequenza di effetti collaterali “locali” di grado “lieve/moderato” ma, nel complesso, fare la prima dose con Astrazeneca e la seconda dose con Pfizer appare “accettabile e gestibile”. In molti altri paesi Ue, come Francia e Germania, fare la seconda dose con vaccino a mRNA dopo la prima con Astrazeneca è già raccomandato da tempo. Dove si tiene un atteggiamento più cauto sul mix, come nel Regno Unito, è consigliato solo in caso di una storia clinica contrassegnata da alto rischio di trombosi, per esempio.

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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