Primo giorno scuola in 9 regioni: come funziona l’obbligo di Green pass

Pubblicato il 13 Settembre 2021 alle 09:41 Autore: Guglielmo Sano
Primo giorno scuola in 9 regioni: come funziona l’obbligo di Green pass

Primo giorno scuola in 9 regioni: come funziona l’obbligo di Green pass

Primo giorno scuola: oggi, lunedì 13 settembre 2021, inizia l’anno scolastico in 9 regioni italiane. Tornano tra i banchi quasi 4 milioni di studenti. Come sono cambiate le regole anti contagio per gli istituti? Il cambiamento più importante riguarda l’obbligo di Green pass.

Primo giorno scuola per 9 regioni

Primo giorno scuola: oggi, lunedì 13 settembre 2021, inizia il nuovo anno scolastico in 9 regioni italiane. Si tratta di Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Umbria, Veneto, Valle d’Aosta, provincia autonoma di Trento. A stretto giro si tornerà tra i banchi anche nelle altre. Lunedì prossimo, 20 settembre 2021, le lezioni saranno riprese in tutte le regioni italiane (le ultime Calabria e Puglia).

La ripresa della didattica in presenza è un momento chiave nella gestione dell’epidemia: rispetto all’anno scorso sono cambiate diverse regole anti-contagio. Il Ministero dell’Istruzione raccomanda di mantenere il distanziamento ma non è più obbligatorio, resta invece la mascherina in aula (tranne che per i bambini con meno di 6 anni e gli studenti con patologie incompatibili). Molti cambiamenti al regolamento arriveranno nelle prossime settimane: si parla di test salivari a campione in ottica prevenzione dei focolai.

Come funziona l’obbligo di Green pass

Primo giorno scuola: la più importante delle regole previste con il ritorno in classe, però, è sicuramente l’obbligo di munirsi del Green pass per docenti e personale Ata. Da giovedì 9 settembre 2021 è stata resa disponibile ai presidi l’applicazione del Miur per controllare la validità del certificato in possesso di insegnanti e Personale Ata. Come funziona l’obbligo di Green pass per i lavoratori della scuola? I docenti e gli Ata che non hanno il documento non potranno accedere alle strutture scolastiche: l’assenza non sarà giustificata. Se tale assenza ingiustificata si protrarrà per più di 5 giorni, il lavoratore sarà sospeso e non gli verrà erogata la retribuzione. Tra l’altro è prevista una sanzione di importo compreso tra i 400 e i 1.000 euro.

D’altra parte, quella dei lavoratori della scuola è una delle categorie più “vaccinate”: sono solo 100mila circa coloro che non hanno ricevuto nemmeno una dose, il 7% nel complesso. Certo la situazione varia da territorio a territorio: guardando i dati, in alcune regioni pare che tutti i lavoratori della scuola abbiano ricevuto almeno una dose (Abruzzo, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Toscana), invece, in altre la situazione è decisamente diversa. Per esempio, in Calabria, il 30% di insegnanti e Ata deve ancora ricevere la prima dose.  

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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