Quota vaccinati: raggiunto obiettivo 80%. Over 50 ancora indietro

Pubblicato il 11 Ottobre 2021 alle 08:00 Autore: Guglielmo Sano
Quota vaccinati: raggiunto obiettivo 80%. Over 50 ancora indietro

Quota vaccinati: raggiunto obiettivo 80%. Over 50 ancora indietro

Quota vaccinati: raggiunto l’obiettivo principale della campagna vaccinale, prima dose somministrata all’85% degli italiani con più di 12 anni, sono l’80% coloro che hanno ricevuto anche la seconda. Rimane indietro la fascia degli over 50, 10 regioni sono sotto la media nazionale. 

Quota vaccinati: prima dose all’85% della popolazione

Quota vaccinati: anche se con qualche giorno di ritardo (si puntava a fine settembre) rispetto alle previsioni, ieri domenica 10 ottobre 2021 la campagna vaccinale anti-Covid ha raggiunto il suo obiettivo principale. A fornire gli importantissimi dati è stato direttamente il Presidente dell’Istituto di Sanità nonché coordinatore del Cts Franco Locatelli: “siamo all’85% che ha ricevuto almeno una dose e l’80% che ha ricevuto due dosi e questo è un risultato formidabile”. 

Raggiunta la quota di sicurezza dell’80% della popolazione over 12 con copertura vaccinale completa, la campagna di immunizzazione è attesa da nuove (vecchie) sfide: innanzitutto, quella dei non vaccinati tra gli over 50 e poi quella che riguarda 10 regioni e le province autonome di Trento e Bolzano tuttora sotto la media nazionale per quanto riguarda le somministrazioni. 

Over 50 ancora indietro, 10 regioni sotto la media

Quota vaccinati: sono 3 i milioni di over 50 su 8 che non hanno ricevuto la prima dose. In termini percentuali, appena l’11% di italiani con più di 50 anni risultano ancora scoperti. D’altra parte, si parla di una fascia di popolazione ancora pienamente in età lavorativa: insomma, i timori sulla lentezza della campagna vaccinale tra gli over 50 riguardano la possibilità che sorgano diverse problematiche organizzative a partire dal 15 ottobre quando scatterà l’introduzione dell’obbligo di Green pass, appunto, per tutti i lavoratori. Per evitare il sorgere di tali problematiche le Regioni pressano il Governo per una modifica alle regole relative al rilascio del certificato a seguito di test del tampone: la validità potrebbe passare a 48 ore per quelli rapidi e a 72 per quelli molecolari, inoltre, potrebbe essere data alle aziende la possibilità di organizzarsi in autonomia per eseguirli.

Altra criticità riguarda poi le10 regioni e le due provincie autonome di Trento e Bolzano sotto la quota dell’80% di popolazione con ciclo vaccinale completo: chiaramente l’obiettivo è aumentare il ritmo, per esempio, l’ultima in classifica, cioè la Sicilia (72,4%), se continuasse con quello attuale non potrebbe raggiungere la soglia prima di fine novembre. 

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L'autore: Guglielmo Sano

Nato nel 1989 a Palermo, si laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione per poi proseguire i suoi studi in Scienze filosofiche a Bologna. Giornalista pubblicista dal 2018 (Odg Sicilia), si occupa principalmente di politica e attualità. Cura la sezione esteri per Termometro Politico
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